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Pubalgia: come risolvere il problema con l’osteopatia

pubalgia

La pubalgia è una sindrome da sovraccarico che si manifesta con intensi dolori nella zona pubica, inguinale o dell’interno coscia. Vediamo come l’osteopatia può essere uno strumento utile per individuare le cause della sintomatologia dolorosa e come può porvi rimedio Che cos’è la pubalgia? La pubalgia è un’infiammazione muscolo-tendinea di tipo miointensivo che interessa i punti d’inserzione sull’osso pubico di diversi muscoli. Le cause principali di questa sindrome sono associabili a una serie di microtraumi dovuti all’affaticamento muscolare prolungato o ad altre patologie di tipo muscolare e tendineo. Si tratta di un’infiammazione che può riguardare anche donne in gravidanza per via del marcato rilascio di relaxina, ormone che rende le articolazioni mobili prima del parto. La sintomatologia della pubalgia è associabile a dolori localizzati a livello inguinale e/o dell’interno coscia, marcati al movimento delle zone sopracitate. Il dolore sparisce in seguito al riscaldamento muscolare, per poi acuirsi nei momenti di sollecitazione muscolare. Cosa può fare l’osteopatia L’osteopatia si pone l’obiettivo di risalire alle cause scatenanti dell’infiammazione. Possiamo quindi risalire a due tipi di pubalgia: traumatica o cronica La pubalgia traumatica è dovuta a un trauma diretto che può provocare un movimento a “forbice” del pube, movimento innaturale per i muscoli coinvolti. La pubalgia cronica è dovuta invece a cause molto spesso esterne all’area interessata. La zona pubica è infatti un fondamentale punto di inserzione muscolare che vede operare forze di diverso tipo a livello scheletrico. Si tratta inoltre di una zona occupata da diverse strutture viscerali quali vescica e utero o prostata. È fondamentale quindi che un esperto si occupi di una diagnosi specifica riguardo al paziente. Un percorso osteopatico su misura può rappresentare un’ottima scelta per porre rimedio a una patologia fastidiosa e molto spesso invalidante quale la pubalgia Si tratta di un percorso su misura, cucito sul paziente, in grado di identificare tipologie e cause dell’infiammazione. Il trattamento non si limita ad alleviare, inizialmente, e risolvere la pubalgia ma è mirato a uno stato di mantenimento di salute del cliente per prevenire potenziali ricadute Se vuoi ulteriori informazioni o sei interessato a prenotare una serie di sedute, clicca qui.

Sedentarietà e lavoro d’ufficio: l’osteopatia come risposta

postura ufficio

Chi svolge un lavoro d’ufficio trascorre la maggior parte del proprio tempo sul posto di lavoro seduto, l’osteopatia è la risposta agli spiacevoli inconvenienti dovuti alla prolungata sedentarietà. Non è facile mantenere una postura corretta davanti al PC e in qualche modo è necessario adattare il lavoro d’ufficio alla nostra persona. Grazie a piccoli accorgimenti possiamo ridurre in maniera importante le potenziali problematiche muscolo-scheletriche derivanti da una postura scorretta e dalla sedentarietà. Mal di schiena e mal di collo infatti sono le prime avvisaglie della cattiva postura che possiamo assumere durante l’attività lavorativa. Una posizione fisiologicamente scorretta determina una contrazione muscolare prolungata di solo pochi gruppi muscolari, che porta alla compressione dei vasi sanguigni, con difficoltà nella circolazione. Ripetere le stesse azioni o mantenere queste posizioni porta a un fisiologico sovraccarico delle strutture muscolari, tendinee e nervose che tende a favorire l’insorgere di dolore e infiammazioni. Cosa possiamo fare quindi nel concreto contro i dolori causati da sedentarietà e posture scorrette sul luogo di lavoro? Sono numerosi gli studi che dimostrano come una maggiore attenzione per l’ergonomia del proprio luogo di lavoro possano avere una ricaduta positiva sul nostro fisico. È importante poter regolare nel proprio ufficio la propria seduta in modo da avere i piedi ben poggiati a terra; questo permetterà di avere le gambe perpendicolari al terreno e le ginocchia flesse a 90° evitando così problemi vascolari agli arti inferiori. La profondità della seduta dovrebbe permettere di aderire bene con la schiena allo schienale senza che la parte anteriore tocchi la parte posteriore delle ginocchia. Il piano di lavoro inoltre dovrebbe essere dell’altezza adeguata ad evitare un incurvamento in avanti, causa di un potenziale stress per schiena e collo e la strumentazione sufficientemente vicina in modo da evitare posizioni innaturali. I polsi poggiati alla scrivania dovrebbero rimanere diritti, sulla naturale prosecuzione degli avambracci, evitando flessione o rotazioni di alcun tipo. Ciò permette di evitare fastidiosi problematiche quali tendiniti. Schermi e monitor infine dovrebbero trovarsi all’altezza degli occhi, davanti a noi, così da evitare di lavorare in posizioni innaturali con il collo in rotazione. Una postura corretta in ufficio e davanti ad un pc è quindi di fondamentale importanza per evitare stanchezza e dolore alla zona lombare e cervicale. Qualora queste problematiche siano già insorte, un trattamento osteopatico può risolvere il mal di schiena definitivamente e alleviare tutti i piccoli dolori dovuti ad una postura scorretta. Contattaci per un consulto professionistico.

Osteopatia: i sintomi più comuni da curare con il trattamento osteopatico

sintomi che può curare l'osteopatia

L’osteopatia, come noto, può curare tantissime patologie, anche molto differenti tra di loro. Ma quali sintomi si possono curare nel dettaglio? Osteopatia L’osteopatia è in grado di curare molte patologie senza dover per forza ricorrere all’uso dei farmaci. Le pratiche osteopatiche sono utilizzate da moltissimi anni. Le tecniche applicate dall’osteopata, nonostante possano essere differenti tra loro, si basano su manipolazioni fisiche sotto forma di trazioni, massaggi oppure stretching. Questi vanno ad agire sulle ossa, ma anche sui muscoli, sui vasi sanguigni e sulle articolazione. Le pratiche che l’osteopatia utilizza sono vaste e complesse, ma permettono di intervenire senza dover prendere dei farmaci, dover seguire particolari diete, interventi diretti di genere chirurgico. Per ciò che riguarda i sintomi che possono essere curati con l’osteopatia, vogliamo ricordarne principalmente sette: i dolori al collo, i problemi di postura, i dolori alla parte bassa della schiena, infortuni legati alle pratiche sportive, dolori alle spalle, problemi al bacino ed alle gambe, problematiche di artrite. I dolori alla parte bassa della schiena possono avere varie origini, tra cui una scorretta postura a lavoro, oppure nello studio. Anche il periodo della gravidanza può essere una causa scatenante: a tal proposito, abbiamo già detto come le donne in stato interessante possano beneficiare dei trattamenti osteopatici in tutta sicurezza. Tante persone si rivolgono a questi specialisti anche in caso di dolori per traumi sportivi. Pensiamo, ad esempio, ad un eccessivo allenamento (chiamato anche overtraining). Questo va ad infiammare articolazioni, cartilagini e tendini, che entrano in sofferenza. Ancora, i dolori alle spalle sono di varia origine, ma possono essere facilmente eliminati attraverso alcune sedute osteopatiche. Ancora, molte persone si rivolgono all’osteopatia per problemi al bacino, oppure alle gambe. Che dipendano da forti traumi, da difetti di dentizione o da cause congenite, risultano essere tra le problematiche più facilmente risolvibili da parte dell’osteopata. Infine, vogliamo anche annoverare l’artrite, malattia che colpisce spesso le mani è spesso trattata dagli osteopati per rallentarne lo sviluppo e diminuirne il dolore e la ridotta mobilità.

Fibromialgia: il trattamento osteopatico come cura

fibromialgia

La fibromialgia è una malattia invalidante, purtroppo molto diffusa e difficile da curare. Fibromialgia: definizione e sintomi Prima di parlare dell’osteopatia per la fibromialgia, cerchiamo di definire questa patologia. Chiamata anche sindrome fibromialgica, si tratta di una malattia reumatica che provoca l’aumento della tensione muscolare. Al 90% colpisce le donne d è di origine sconosciuta. Inizialmente parte con dolori localizzati nella zona cervicale o lombare che, successivamente, si vanno ad irradiare all’intero corpo. Tra i sintomi ricordiamo la rigidità dell’apparato locomotore, mal di testa, disturbi del sonno, disturbi urinari, febbre, tachicardia, formicolii in corrispondenza di tendini e molto altro ancora. Il trattamento osteopatico L’approccio osteopatico può essere utile in concomitanza con i farmaci che spesso vengono usati per la terapia del dolore: antidolorifici, ansiolitici e similari. L’osteopata però cercherà così di focalizzarsi sul paziente, facendo attenzione al tocco osteopatico, con l’ausilio di manovre particolari. Il punto di partenza è il concetto che il corpo, spontaneamente, è in grado di autoregolarsi e di mantenersi in buona salute. Ma per far sì che ciò accada è necessario, a volte, effettuare un trattamento manipolativo osteopatico (OMT). Nella valutazione del paziente, l’osteopata va a ricercare le aree di forma e di funzione alterate all’interno del corpo. Va così ad identificare i punti di ingresso per il trattamento, usando sempre l’OMT, in associazione con altre terapie. Infine, il quarto principio si basa sul trattamento che, a sua volta, si basa sui principi di cui già abbiamo parlato, tenendo conto che il corpo, la mente e lo spirito, si sanno autoregolare tra loro. Il trattamento osteopatico cercherà di studiare il singolo paziente, intraprendendo un percorso di risoluzione su misura. Vi sono casi in cui l’origine della fibromialgia è legata da disfunzioni craniali o endocrine. In base alle sue indagini, l’osteopata sarà in grado di curare con approcci differenti, nonché efficaci, questa patologia.

Osteopatia per stitichezza: come risolvere il problema senza farmaci

osteopatia per stitichezza

Agire contro la stitichezza con l’utilizzo dell’osteopatia può essere una soluzione efficace senza l’utilizzo delle medicine. Parliamo di osteopatia per stitichezza. Si stima che almeno il 10% degli italiani soffra di stipsi cronica, con un’incidenza molto più femminile che maschile. Spesso le persone cercano sollievo con uso di lassativi e di medicinali, ma non sanno che è, appunto, possibile risolvere il problema anche senza l’utilizzo di farmaci. Origini della stitichezza Dal punto di vista osteopatico, è necessario prima capire quali sono le origini della stitichezza. Ciò può dipendere, infatti, da vari fattori: errori nell’alimentazione, aderenze post-operatorie, ipo-stimolazione nervosa della peristalsi, blocchi articolari da parte del bacino e della colonna vertebrale e molto altro ancora. Come interviene l’osteopata Il lavoro dell’osteopata consisterà nell’agire sulla mobilità del colon, per poter ripristinare al meglio il movimento intestinale. Si andrà ad interessare la zona del bacino, dove passa il colon, ma anche le vertebre lombari: da qui, infatti, partono le connessioni nervose con i visceri. In alcuni casi si può intervenire con trattamenti di osteopatia craniale. Generalmente, però, si cerca di agire a livello intestinale, ottimizzando così la mobilità del diaframma. Andare a sbloccare il diaframma è utile per poter risolvere al meglio la problematica. Per migliorare gli effetti del trattamento, in ogni caso, l’osteopata consiglia sempre di curare al meglio l’alimentazione, inserendo frutta e verdura alla base di ogni giorno e privilegiando l’uso anche dei cibi e cereali integrali e grezzi. E’ utile, inoltre, bere molto per aiutare l’intestino a ripulirsi. Oltre all’alimentazione, ricordiamo che è utile iniziare a correggere il proprio stile di vita anche a partire dalla respirazione. Una corretta respirazione migliora la mobilità del diaframma. Le manovre in questione sono viscerali e senza dubbio non invasive. Le tecniche utilizzate sono molto dolci: viene applicata una forza manuale leggera, eliminando così possibili restrizioni presenti nella zona trattata. La forza lieve e precisa garantisce i migliori risultati, a causa della natura molto delicata e reattiva di tutti i tessuti viscerali.

Osteopatia per ernia iatale: come risolverla senza farmaci

osteopatia per stitichezza

Attraverso l’osteopatia si può curare disturbi come l’ernia iatale. Ecco come comportarsi se soffriamo di questa patologia. Osteopatia per ernia iatale L’osteopatia per ernia iatale è uno dei modi per curare questa patologia, che è abbastanza diffusa. Quando si verifica questa problematica, la zona superiore dello stomaco si sposta attraverso lo iato, causando reflusso e problemi a livello di stomaco. I sintomi non sono costanti: in alcuni casi, infatti, si ha un frequente ritorno alla posizione normale della parte superiore dello stomaco, con una diminuzione dei sintomi. Il trattamento osteopatico può risolvere le problematiche andando ad eliminare le tensioni. Le persone che hanno un’ernia iatale hanno, spesso, una postura in chiusura anteriore, con un incurvamento delle spalle in avanti. Qui si va a sovraccaricare l’area dorsale e, attraverso l’osteopatia, si andranno ad eliminare le tensioni muscolo fasciali e a riequilibrare la situazione dinamica dei visceri e delle parti strutturali ad essi connessi. L’osteopata, a tal proposito, procede con alcune tecniche chiamate “viscerali”. Esse possono essere di drenaggio o di pompaggio emo-linfatico, per cercare di andare a migliorare il deflusso del sangue in organi come fegato e milza, che saranno doloranti. Ancora, può effettuare tecniche di stiramento, ad esempio a livello intestinale. In alternativa, sono possibili delle tecniche di rilascio fasciale, utili se le membrane che avvolgono il viscere sono molto tese o se vi sono delle cicatrici. Infine, è possibile che l’osteopata utilizzi anche tecniche di recoil. Queste riguardano forze elastiche che permettono ai visceri di riacquistare una loro normale mobilità in seguito ad un trauma. Spesso, è possibile che le tecniche osteopatiche riguardino una manipolazione delle fissazioni scheletriche più importanti, così come le fissazioni cranio-sacrali. In questo modo il funzionamento dei nostri tessuti intorno allo stomaco sarà migliore. Il paziente potrà trascorrere dei periodi sempre più lunghi senza sintomi, andando a migliorare sensibilmente la sua qualità della vita. In alcuni casi, si ricorda che è possibile anche il trattamento chirurgico per curare un’ernia iatale, considerato però come l’ultimo da compiere qualora siano falliti tutti gli altri tentativi. La chirurgia potrebbe portare alla guarigione definitiva, anche se a volte non sono rari casi di recidive.