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Acufeni e Osteopatia

Acufeni e Osteopatia Dr. Carollo

Il Dr. Carollo ci spiega come trattare gli acufeni con l’Osteopatia 📍 Hai acufeni e vuoi capire cosa fare davvero?Se cerchi un percorso mirato a Roma o Milano, ho creato una pagina dedicata con spiegazione chiara + come prenotare 📞 Per info e appuntamenti: +39 351 584 5853 Cosa sono gli Acufeni: Gli acufeni, comunemente noti come “ronzio o fischio nelle orecchie”, sono una condizione clinica che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Questo disturbo uditivo, spesso descritto come un suono fastidioso o persistente, può influire notevolmente sulla qualità della vita delle persone. Sebbene le cause esatte degli acufeni siano ancora oggetto di studio, esistono diverse opzioni di trattamento disponibili. Una di queste è l’osteopatia, una disciplina medica olistica che può offrire sollievo e migliorare i sintomi degli acufeni. Esaminiamo più da vicino questa condizione, i suoi trattamenti e il ruolo dell’osteopatia per gli acufeni . Da cosa sono causati gli acufeni? Gli acufeni si manifestano come una percezione di suoni che non hanno una fonte esterna. Questi suoni possono variare da ronzii, fischiettii, sibili, clic o altri rumori fastidiosi. Le cause degli acufeni possono essere diverse e spesso complesse da identificare. Tra i fattori comuni associati agli acufeni troviamo l’esposizione a rumori forti, l’invecchiamento, le lesioni e le infezioni dell’orecchio, la presenza di cerume, l’uso di alcuni farmaci e problemi di circolazione. In alcuni casi, gli acufeni possono essere collegati a condizioni mediche come l’ipertensione, i disturbi della mandibola o problemi di natura neurologica. Esistono vari tipi di Acufeni Gli acufeni possono variare in termini di intensità, suono e percezione. Ecco alcuni dei tipi di acufeni più comuni: Classificazione degli Acufeni Gli acufeni possono essere classificati in diverse categorie in base alla loro origine o alla loro relazione con il sistema uditivo e i processi sensoriali. Ecco una spiegazione delle differenze tra gli acufeni Somatosensoriali, Audiogeni e Psicogeni: È importante sottolineare che questi tipi di acufeni non sono mutuamente esclusivi e possono sovrapporsi o interagire tra loro. Alcune persone possono sperimentare più di un tipo di acufene contemporaneamente o possono avere acufeni che presentano caratteristiche di più categorie. La Diagnosi La diagnosi e il trattamento degli acufeni richiedono una valutazione accurata e dettagliata da parte di un professionista medico specializzato nel campo dell’otorinolaringoiatria o della medicina audiologica. Una volta identificata la tipologia di acufene, sarà possibile pianificare un trattamento mirato e personalizzato per affrontare i sintomi specifici e migliorare la qualità della vita del paziente. Trattamenti degli Acufeni Uno dei primi passi nel trattamento degli acufeni è identificare e affrontare eventuali condizioni sottostanti. Ad esempio, se l’acufene è causato da un accumulo di cerume nell’orecchio, la rimozione del cerume può portare a un notevole miglioramento. Allo stesso modo, se l’acufene è associato a un problema di salute come l’ipertensione, il trattamento mirato a gestire la pressione sanguigna può aiutare a ridurre i sintomi. Alcuni pazienti possono beneficiare dell’uso di apparecchi acustici o mascheratori acustici, che generano suoni piacevoli per coprire o distrarre gli acufeni. La terapia cognitivo-comportamentale può essere utile nel gestire l’ansia e il disagio emotivo associati agli acufeni, aiutando il paziente a sviluppare strategie di coping. Poiché gli acufeni possono avere varie origini, va specificato che l’unico ambito in cui possiamo intervenire con trattamenti Osteopatici e Fisioterapici è nel contesto degli ACUFENI SOMATOSENSORIALI. Il trattamento degli acufeni somatosensoriali si basa sulla gestione dei fattori sottostanti che contribuiscono alla condizione. Gli acufeni somatosensoriali sono spesso correlati a tensione muscolare, disfunzioni della mandibola o altre alterazioni somatiche. Il trattamento si concentra sulla riduzione della tensione e del disagio fisico che possono influenzare la percezione degli acufeni. In questo caso la relazione Acufeni e Osteopatia può essere vincente. Ecco alcune opzioni di trattamento comuni per gli acufeni somatosensoriali: fisioterapia e osteopatia. Acufeni e Fisioterapia La Fisioterapia può essere utile per alleviare la tensione muscolare e migliorare la postura. L’obiettivo è ridurre le tensioni che possono influire negativamente sulla percezione degli acufeni. La fisioterapia può includere massaggi, esercizi di rilassamento muscolare, tecniche di mobilizzazione articolare e altre modalità di trattamento fisico. Acufeni e Osteopatia È importante sottolineare che l’approccio al trattamento degli acufeni somatosensoriali deve essere personalizzato e adattato alle specifiche esigenze di ciascun paziente. La possibilità che la relazione Acufeni e Osteopatia possa portare ad un reale beneficio per il paziente, deve essere prima valutata da un professionista medico specializzato nel trattamento degli acufeni che esaminerà attentamente la situazione individuale e consiglierà la combinazione più appropriata di terapie e trattamenti. Odontoiatria, Gnatologia, Otorinolaringoiatria, Osteopatia e Acufeni: come interagiscono? Gli acufeni non dipendono sempre solo dall’orecchio.In molti casi sono influenzati da mandibola, articolazione temporo-mandibolare (ATM), cervicale, postura e apparato uditivo. Per questo, un approccio efficace spesso richiede una valutazione integrata tra gnatologia, otorinolaringoiatria e osteopatia, soprattutto nei cosiddetti acufeni somatosensoriali. 🦷 Odontoiatria e Gnatologia: ruolo della mandibola negli acufeni Le disfunzioni dell’ATM e della muscolatura mandibolare possono alterare tensioni neuromuscolari collegate al sistema uditivo. Un dentista specializzato in gnatologia può intervenire con: Valutazione dell’occlusione e della postura mandibolareL’analisi del morso e della posizione mandibolare permette di individuare squilibri che possono contribuire agli acufeni. Dispositivi di riallineamento mandibolare (bite)Bite personalizzati possono ridurre tensioni muscolari e migliorare l’equilibrio dell’articolazione temporo-mandibolare. Trattamento di problematiche dentali correlateMalocclusioni, serramento, bruxismo o infezioni possono influenzare indirettamente la sintomatologia acufenica. 👂 Otorinolaringoiatria: il ruolo dell’orecchio e delle vie respiratorie In molti pazienti gli acufeni sono associati a problematiche dell’apparato otorinolaringoiatrico, come: Disfunzione della tuba di Eustachio Infiammazione dei turbinati nasali Alterazioni dell’orecchio medio Ipersecrezione di muco Problematiche timpaniche Sensazione di orecchio ovattato o pressione auricolare Una valutazione ORL permette di escludere o trattare le componenti a carico dell’orecchio e delle vie aeree, fondamentali nei casi di acufeni persistenti. 👐 Osteopatia: integrazione su cervicale, ATM e sistema neuromuscolare L’osteopatia può intervenire sulle componenti muscolo-scheletriche e posturali che influenzano gli acufeni, lavorando su: Cervicale e postura ATM e muscolatura mandibolare Tensioni cranio-cervicali Regolazione delle catene muscolari Componenti somatosensoriali legate al rumore auricolare L’obiettivo è ridurre tensioni, migliorare mobilità e riequilibrare le strutture che

Instabilità rotulea e osteopatia: i benefici

Instabilità Rotulea - Dr. Carollo Osteopata

In questo articolo vedremo cosa sarà l’instabilità rotulea e come si può trattare con l’osteopatia. L’instabilità rotulea, cosa è?: L’instabilità rotulea è una condizione patologica piuttosto frequente durante la fase di crescita, soprattutto in età adolescenziale, che porta la struttura articolare a perdere la sua centralità di scorrimento, creando quindi un disallineamento a livello del ginocchio.In una condizione normale, la rotula scorre o lavora su due binari, composti dai due condili femorali; in condizione patologica, si perde questa centralità e la rotula andrà a creare un attrito con il condilo femorale. Questa situazione patologica, lungo termine, porta all’usura delle cartilagini articolari. Con che sintomi si manifesta l’instabilità rotulea? Solitamente si manifesta con dolore nella parte anteriore del ginocchio che può essere generato da alcuni sport praticati quali pallavolo e basket. La pratica di alcuni sport può essere solo uno dei fattori responsabili dell’instabilità rotulea ma ad essa si aggiungono traumi, anomalie ossee della rotula, ipotrofia muscolare, ginocchio valgo ed iperlassità articolare a carico dell’articolazione del ginocchio. Solitamente i sintomi sono legati al dolore avvertito nella zona rotulea soprattutto quando si effettuano movimenti di estensione e flessione o quando si mantiene la posizione seduta per un tempo prolungato. Il dolore viene associato ad episodi di blocco articolare e scricchiolii. L’importanza di una diagnosi ( precoce ) La diagnosi, che deve essere eseguita da un medico, si svolge valutando la storia clinica del paziente. In questo caso dovranno essere valutate le pregresse sublussazioni e le eventuali recidive. Durante l’esame fisico, il medico può eseguire una serie di test, come il test di apprensione, il test di spostamento laterale e il test di spostamento patellare, per valutare la stabilità e la mobilità della rotula. Una volta appurrata la valutazione clinica del paziente, dovrà essere richiesto un esame radiografico, con vari gradi di flesso-estensione del ginocchio a 30 – 60 – 90 gradi. Questo esame servirà a far vedere la variazione del movimento di scivolamento della rotula sui condili femorali. In un secondo tempo dovrà essere effettuata una risonanza magnetica, per valutare lo stato infiammatorio delle strutture legamentose, cartilaginee, ossee e tendinee. Mentre verrà richiesto un esame con la Tac solo se si evidenziano importanti alterazioni morfologiche della rotula, dei condili e solitamente in previsione di intervento chirurgico, cosa però molto rara. Trattamento conservativo per instabilità rotulea Trattandosi di un disturbo legato alla fase di crescita, l’instabilità rotulea potrebbe risolversi spontaneamente. In genere il trattamento è di tipo conservativo dunque non richiede il ricorso alla chirurgia. In un primo momento possono essere applicati ghiaccio, tutori e allo stesso modo somministrare antinfiammatori e terapia elettromedicale, per ridurre il dolore. Le varie terapie elettromedicali e fisiche che possiamo utilizzare sono : Si può inoltre intervenire con un approccio Osteopatico e Fisioterapico. Approccio Osteopatico È possibile risolvere il problema anche grazie altrattamento osteopatico che valuta le tensioni dei tessuti ed i disequilibrilocalizzati a livello del ginocchio o a distanza: come spesso accade nellavalutazione osteopatica, la sede delle disfunzioni è dislocatadall’articolazione stessa. L’osteopatia analizza la mobilità del ginocchio, connessa alle tensioni muscolo-legamentoseesercitate sulla tibia, sul femore e soprattutto sulla rotula. Il tendine rotuleo e le espansioni fasciali che si legano alla rotula sonoresponsabili dell’instabilità e soprattutto della traslazione latero-esterna.In tal caso le disfunzioni osteopatiche connesse al ginocchio verranno trattatetramite tecniche fasciali e muscolari che non risultano affatto invasive. Approccio Fisioterapico L’approccio fisioterapico, sarà strutturato nell’utilizzo di elettromedicali specifici, per la riduzione dello stato infiammatorio, Mentre molto più importante, sarà la rieducazione posturale e propriocettiva. Il lavoro di rieducazione posturale, sarà mirato al corretto riequilibrio delle catene muscolari, cercando di correggere lo squilibrio di tensioni sulla rotula. Questo sarà possibile lavorando sia sui muscoli flessori della loggia posteriore e degli estensori della loggia anteriore. Il lavoro propriocettivo sarà invece specifico per l’attivazione corretta del comparto muscolare e soprattutto sulla corretta cinematica del passo. La rieducazione dello schema del passo e dei gesti ateletici è uno step fondamentale per evitare alterazioni di tensioni muscolari, che possono far scivolare la rotula verso l’esterno andando quindi fuori dall’asse fisiologico di movimento. Altrettanto importante sarà il rinforzo muscolare, che è spesso carente o assente, in quanto la sublussazione della rotula, è spesso causata da una ipotrofia e ipotonia del muscolo quadricipite femorale. Possiamo distinguere due tipologie di lavoro per il rinforzo muscolare: esercizi di Ipertrofia, per l’aumento del volume ed esercizi di pliometria, destinati all’aumento della forza esplosiva ed elastica. Approcci chirurgici per l’instabilità rotulea Molto raramente si ricorre alla chirurgia, ovvero quando i trattamenti conservativi non sono sufficientemente efficai o nei casi più. Tra questi interventi abbiamo: Riallineamento rotuleo: mira a correggere l’anatomia e l’allineamento della rotula, riducendo così lo stress sulla stessa. Ricostruzione del legamento patellare: Se il legamento patellare è lesionato o insufficiente, può essere necessaria una ricostruzione chirurgica per ripristinare la stabilità. Riparazione del legamento collaterale mediale: In alcuni casi di instabilità rotulea, il legamento collaterale mediale può essere danneggiato. La sua riparazione può aiutare a migliorare la stabilità dell’articolazione del ginocchio. Come prevenire l’instabilità rotulea L’instabilità rotulea può essere prevenuta allenando il tono muscolare attraverso una preparazione atletica adeguata: allo stesso modo i pazienti sportivi devono fare attenzione a non commettere errori durante gli allenamenti. Abbinare un esercizio terapeutico preventivo, che si basa sulla gestione e il mantenimento della propriocezione e la correzione di eventuali squilibri delle catene muscolari, può prevenire sia l’insorgenza di future sublussazioni della rotula che eventuali infortuni. Come mettersi in contatto con il Dr. Carollo Il Dr. Alessandro Carollo Osteopata D.O. è specializzato in Osteopatia strutturale, ovvero nel trattamento delle disfunzioni della colonna vertebrale (come ernie discali, lombalgie, cervicalgie e sciatiche), delle articolazioni periferiche e delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Data la sua collaborazione con ortopedici di fama nazionale si è specializzato nella riabilitazione post-chirurgica di Spalla, Ginocchio e Caviglia. Se hai riscontrato uno o più disturbi menzionati in questo articolo, ti consigliamo di contattare uno specialista adeguato in grado di elaborare una corretta diagnosi. Nel caso avessi già fatto questo step, puoi trovare il Dr Carollo, specializzato nel trattamento dell’instabilità rotulea, nel suo studio

Insonnia: come l’osteopatia può esserci d’aiuto

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L’insonnia rappresenta uno dei più diffusi disturbi del sonno. Notti insonni e difficoltà nel riposare possono rendere difficili le più banali attività quotidiane. Come può esserci d’aiuto l’osteopatia? Vediamolo insieme. L’insonnia è un disturbo del sonno che si lega alla mancata capacità di dormire nonostante il bisogno e la richiesta da parte dell’organismo di questo necessario bisogno fisiologico. All’insonnia si legano innumerevoli sintomi quali astenia, irritabilità, difficolta legate all’apprendimento e alle capacità mnemoniche nonché una stanchezza diffusa. L’alterazione del naturale ciclo del sonno, soprattutto se cronica, è piuttosto problematica e può essere causata dalle più svariate motivazioni. Oltre che ad alcune motivazioni psicologiche, l’insonnia può avere origini legate alle funzioni dei diversi apparati: proprio in questi casi l’osteopatia può fornirci un aiuto essenziale. L’approccio osteopatico ai disturbi del sonno Trattare l’insonnia grazie all’osteopatia permette di affrontare un ampio numero di casi di tipo primario, dove il disturbo non trova cause note. L’approccio osteopatico permette infatti una soluzione di tipo olistico e globale sull’intero organismo, posta a migliorare le intere condizioni di equilibrio del nostro corpo. Una adeguata anamnesi delle condizioni del paziente e del suo caso di insonnia, può portare a spingere verso un percorso terapeutico in grado di eliminare possibili barriere fisiche capaci di generare tensioni. Il rilassamento del tono muscolare svolge un ruolo fondamentale nel trattamento della maggior parte dei pazienti affetti da queste problematiche. Quando parliamo di “rilassamento”, intendiamo una distensione del sistema muscolare in grado di coinvolgere – fino in profondità – il sistema delle fasce e quelli connettivi ad essa legati. Agire con una terapia osteopatica implica quindi una azione diretta su tutte quelle potenziali cause biodinamiche in grado di generare insonnia. Questo approccio meccanicista permette di affrontare in maniera efficace tutte quelle problematiche di tipo funzionale, che sono alla base dell’insonnia. Si tratta molto spesso di problematiche difficilmente trattabili e individuabili tramite i sistemi diagnostici tradizionali ma che se adeguatamente affrontate garantiscono un netto miglioramento delle condizioni del paziente. La terapia osteopatica si occupa quindi di eliminare queste tensioni funzionali e riequilibrare il tono neurovegetativo del corpo del paziente. L’azione diretta sul sistema cranio-sacrale permette di individuare ed eliminare eventuali compressioni. il riequilibrio del sistema fasciale permette, invece, di eliminare eventuali rigidità. Il sistema fasciale funziona, infatti, come una vera e propria impalcatura per la struttura dell’organismo. Se sei interessato a saperne di più e desideri prendere un appuntamento per valutare il tuo problema, clicca qui!

Stress: come combatterlo con l’osteopatia

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Il nostro benessere quotidiano è sempre più minacciato dallo stress: tensioni di tipo fisico, produttività ridotta e attacchi d’ansia sembrano compromettere il normale svolgimento delle nostre giornate. Può esserci utile l’osteopatia per combattere questi problemi? La risposta è sì! Lo stress rappresenta una delle reazioni naturali che il nostro organismo produce in seguito a una sua stimolazione esterna. Questo genere di reazioni si manifestano in seguito a una mancanza di equilibro fra i fattori esterni e quelle che sono le risorse di reazione dell’individuo. Lo stress nasce in seguito all’incapacità di ristabilire un equilibrio interno al cambio dei cosiddetti fattori di stress, gli stressors. Sindromi da stress possono essere di tipo fisiologico ma molto spesso presentare risvolto cronico patologici in grado di riguardare l’ambito della psicosomatica. Alterazioni dell’equilibrio psichico possono portare a veri e propri danni quali attacchi d’ansia, irritabilità ma anche spossatezza e abbassamento delle difese immunitarie. Le implicazioni dello stress a livello endocrino possono portare a una secrezione alterata degli ormoni responsabili della gestione delle più basilari funzioni umani. I danni da stress possono essere quindi anche fisici oltre che psicologici. Questo insieme di fattori porta il paziente a comportamenti spesso sbagliati dovuti a abitudini scorrette che si perpetuano per via dello stress. L’aiuto dell’osteopata Il compito dell’osteopata è proprio quello di permettere al paziente di ritrovare il suo equilibrio. Si tratta di un percorso fondamentale per ripristinare la qualità del proprio equilibrio psico-fisico e soprattutto per imparare, fisiologicamente, come gestire l’aumento improvviso degli stressors quotidiani. È comune il presentarsi di tensioni muscolari in pazienti che presentano un alto livello di stress. Su tutti, dolori intensi a spalle e cervicale molto spesso sono correlati ad abitudini scorrette ma anche a un peso emotivo dello stress. Tecniche di trattamento osteopatico quali manipolazione e esercizi di stretching possono essere utili per alleviare questo genere di problematiche La manipolazione si rende utile anche in casi di attacchi d’ansia, dovuti a una respirazione corta. Migliorare la mobilità di diaframma e sistema costale permette gradualmente di agire a livello di tensioni muscolari per riportare l’organismo al suo corretto funzionamento. Nel complesso, l’osteopatia si focalizza quindi agendo a livello del sistema parasimpatico e simpatico, che si occupano direttamente delle secrezioni ormonali atte a regolare un corretto funzionamento dell’organismo! Se vuoi saperne di più o desideri prenotare una seduta, clicca qui!

Ipertensione: come l’osteopatia può essere un aiuto

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L’ipertensione è una patologia molto comune, una delle principali complicanze legate alle malattie cardiovascolari che riguarda circa il 40% della popolazione adulta a livello mondiale. Vediamo insieme come l’osteopatia può rappresentare un approccio efficace nel trattamento di questo disturbo. L’ipertensione colpisce ogni anno un’ampia fascia della popolazione. Gli studi di settore hanno dimostrato come il numero di ipertesi sia superiore al miliardo sull’intera popolazione mondiale. Numeri dovuti principalmente all’esplosione demografica a livello planetario degli ultimi cinquant’anni, all’invecchiare della popolazione ma soprattutto dalla scarsa attenzione legata al diffondersi di abitudini a rischio da parte della maggioranza delle persone. Per ipertensione si intende una condizione clinica dove la pressione sanguigna minima è superiore, in maniera costante, ai 90 mmHg e la massima oltre i valori di 140mmHg. Si tende a definire ipertensione essenziale questo disturbo qualora non presenti una causa certa. Nella maggioranza dei casi, infatti, l’ipertensione sembra essere causata dalla compartecipazione di diversi fattori in grado di scatenare l’insorgere della patologia. Questi fattori e cause sono principalmente legate a fattori genetici ma non sono da escludere abitudini a rischio. Una alimentazione scorretta, una vita sedentaria, l’utilizzo di alcool e il fumo possono portare all’ipertensione. Condizioni patologiche che molto spesso sono completamente asintomatiche ma che rivelano dopo alcuni anni le loro conseguenze, danneggiando il sistema cardiocircolatorio. Fra le cause meno note dell’ipertensione vi è l’ipertono del sistema neurovegetativo simpatico. Una condizione di disturbo che pregiudica il normale funzionamento del sistema che si occupa di coordinare il funzionamento dei muscoli involontari grazie alla regolazione di sistema simpatico e parasimpatico. Anomalie al sistema neurovegetativo che portano a risposte eccessive del sistema simpatico che porta a una sovraproduzione di ormoni dello “stress”. Osteopatia e ipertensione da “stress” L’approccio osteopatico può essere un utile intervento per agire a livello delle terminazioni del sistema simpatico. La manipolazione è un reale aiuto per eliminare le tensioni fasciali e consequenzialmente le condizioni di stress. Una analisi accurata della situazione del paziente permette una azione mirata contro l’ipertono e possibili spasmi che vengono in questo modo curato efficacemente. Se ti interessa saperne di più o desideri fissare un appuntamento, contattaci!

Distorsione della caviglia e osteopatia

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La distorsione della caviglia è un trauma molto comune in grado di coinvolgere diverse articolazioni e legamenti del piede. Evento di natura traumatica dovuto a movimenti bruschi, può essere trattato efficacemente grazie all’osteopatia. Vediamo come. La distorsione della caviglia rappresenta un evento di natura traumatica connotato dalla perdita momentanea e reversibile della congruità articolare dovuta ad un movimento anomalo a carico dell’articolazione; la causa principale è legata a un movimento di inversione o eversione del piede stesso. Il ritorno delle ossa del piede alla loro posizione anatomico-fisiologica dopo averne superato il limite, comporta uno stiramento o una lesione parziale dei legamenti. Distorsioni non curate adeguatamente possono provocare dolori cronici poiché legamenti lassi non permettono la normale articolazione dei movimenti da parte del piede. È possibile distinguere tre differenti gradi di gravità per identificare i traumi distorsivi. Il primo grado prevede una deformazione di tipo elastico che non presenta alcun tipo di lesione, il recupero è totale se correttamente eseguito. Il secondo grado invece riguarda una parziale rottura del legamento che purtroppo predispone a potenziali recidività. Il terzo grado, il più grave, prevede la completa rottura dell’apparato capsulo-legamento compromettendo di fatto le funzionalità della caviglia. Come trattare una distorsione La terapia iniziale da seguire nel caso di una distorsione alla caviglia prevede un preciso protocollo. Si tratta di 4 step che prendono il nome di R.I.C.E Rest: riposo e astensione da attività di tipo sportivo Ice: applicazione di impacchi di ghiaccio Compression: applicazioni di specifici bendaggi sulla parte caviglia Elevation: il piede va mantenuto in alto per favorire la riduzione del conseguente edema traumatico Il bendaggio, nello specifico, deve essere eseguito da adeguato personale sanitario per evitare successivi peggioramenti a causa di un operazione svolta senza la necessaria perizia. Il trattamento osteopatico Una volta eseguita anamnesi e diagnosi e curata la distorsione nelle sue fasi iniziali si procede all’intervento manipolativo. È importante riposizionare articolazioni e legamenti nella loro mobilità fisiologica così da recuperare mobilità e prevenire l’insorgere delle recidive. Si tratta di un trattamento da adeguare al grado di gravità della distorsione stessa e che rimedia alla cronicizzazione dei disturbi tipici di questi traumi. È possibile agire anche nei casi più gravi dove, l’osteopatia, permette di velocizzare i tempi di recupero post operatori. Se ti interessa fissare un appuntamento o avere ulteriori informazioni, contattaci!