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Acufeni e Osteopatia

Acufeni e Osteopatia Dr. Carollo

Il Dr. Carollo ci spiega come trattare gli acufeni con l’Osteopatia 📍 Hai acufeni e vuoi capire cosa fare davvero?Se cerchi un percorso mirato a Roma o Milano, ho creato una pagina dedicata con spiegazione chiara + come prenotare 📞 Per info e appuntamenti: +39 351 584 5853 Cosa sono gli Acufeni: Gli acufeni, comunemente noti come “ronzio o fischio nelle orecchie”, sono una condizione clinica che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Questo disturbo uditivo, spesso descritto come un suono fastidioso o persistente, può influire notevolmente sulla qualità della vita delle persone. Sebbene le cause esatte degli acufeni siano ancora oggetto di studio, esistono diverse opzioni di trattamento disponibili. Una di queste è l’osteopatia, una disciplina medica olistica che può offrire sollievo e migliorare i sintomi degli acufeni. Esaminiamo più da vicino questa condizione, i suoi trattamenti e il ruolo dell’osteopatia per gli acufeni . Da cosa sono causati gli acufeni? Gli acufeni si manifestano come una percezione di suoni che non hanno una fonte esterna. Questi suoni possono variare da ronzii, fischiettii, sibili, clic o altri rumori fastidiosi. Le cause degli acufeni possono essere diverse e spesso complesse da identificare. Tra i fattori comuni associati agli acufeni troviamo l’esposizione a rumori forti, l’invecchiamento, le lesioni e le infezioni dell’orecchio, la presenza di cerume, l’uso di alcuni farmaci e problemi di circolazione. In alcuni casi, gli acufeni possono essere collegati a condizioni mediche come l’ipertensione, i disturbi della mandibola o problemi di natura neurologica. Esistono vari tipi di Acufeni Gli acufeni possono variare in termini di intensità, suono e percezione. Ecco alcuni dei tipi di acufeni più comuni: Classificazione degli Acufeni Gli acufeni possono essere classificati in diverse categorie in base alla loro origine o alla loro relazione con il sistema uditivo e i processi sensoriali. Ecco una spiegazione delle differenze tra gli acufeni Somatosensoriali, Audiogeni e Psicogeni: È importante sottolineare che questi tipi di acufeni non sono mutuamente esclusivi e possono sovrapporsi o interagire tra loro. Alcune persone possono sperimentare più di un tipo di acufene contemporaneamente o possono avere acufeni che presentano caratteristiche di più categorie. La Diagnosi La diagnosi e il trattamento degli acufeni richiedono una valutazione accurata e dettagliata da parte di un professionista medico specializzato nel campo dell’otorinolaringoiatria o della medicina audiologica. Una volta identificata la tipologia di acufene, sarà possibile pianificare un trattamento mirato e personalizzato per affrontare i sintomi specifici e migliorare la qualità della vita del paziente. Trattamenti degli Acufeni Uno dei primi passi nel trattamento degli acufeni è identificare e affrontare eventuali condizioni sottostanti. Ad esempio, se l’acufene è causato da un accumulo di cerume nell’orecchio, la rimozione del cerume può portare a un notevole miglioramento. Allo stesso modo, se l’acufene è associato a un problema di salute come l’ipertensione, il trattamento mirato a gestire la pressione sanguigna può aiutare a ridurre i sintomi. Alcuni pazienti possono beneficiare dell’uso di apparecchi acustici o mascheratori acustici, che generano suoni piacevoli per coprire o distrarre gli acufeni. La terapia cognitivo-comportamentale può essere utile nel gestire l’ansia e il disagio emotivo associati agli acufeni, aiutando il paziente a sviluppare strategie di coping. Poiché gli acufeni possono avere varie origini, va specificato che l’unico ambito in cui possiamo intervenire con trattamenti Osteopatici e Fisioterapici è nel contesto degli ACUFENI SOMATOSENSORIALI. Il trattamento degli acufeni somatosensoriali si basa sulla gestione dei fattori sottostanti che contribuiscono alla condizione. Gli acufeni somatosensoriali sono spesso correlati a tensione muscolare, disfunzioni della mandibola o altre alterazioni somatiche. Il trattamento si concentra sulla riduzione della tensione e del disagio fisico che possono influenzare la percezione degli acufeni. In questo caso la relazione Acufeni e Osteopatia può essere vincente. Ecco alcune opzioni di trattamento comuni per gli acufeni somatosensoriali: fisioterapia e osteopatia. Acufeni e Fisioterapia La Fisioterapia può essere utile per alleviare la tensione muscolare e migliorare la postura. L’obiettivo è ridurre le tensioni che possono influire negativamente sulla percezione degli acufeni. La fisioterapia può includere massaggi, esercizi di rilassamento muscolare, tecniche di mobilizzazione articolare e altre modalità di trattamento fisico. Acufeni e Osteopatia È importante sottolineare che l’approccio al trattamento degli acufeni somatosensoriali deve essere personalizzato e adattato alle specifiche esigenze di ciascun paziente. La possibilità che la relazione Acufeni e Osteopatia possa portare ad un reale beneficio per il paziente, deve essere prima valutata da un professionista medico specializzato nel trattamento degli acufeni che esaminerà attentamente la situazione individuale e consiglierà la combinazione più appropriata di terapie e trattamenti. Odontoiatria, Gnatologia, Otorinolaringoiatria, Osteopatia e Acufeni: come interagiscono? Gli acufeni non dipendono sempre solo dall’orecchio.In molti casi sono influenzati da mandibola, articolazione temporo-mandibolare (ATM), cervicale, postura e apparato uditivo. Per questo, un approccio efficace spesso richiede una valutazione integrata tra gnatologia, otorinolaringoiatria e osteopatia, soprattutto nei cosiddetti acufeni somatosensoriali. 🦷 Odontoiatria e Gnatologia: ruolo della mandibola negli acufeni Le disfunzioni dell’ATM e della muscolatura mandibolare possono alterare tensioni neuromuscolari collegate al sistema uditivo. Un dentista specializzato in gnatologia può intervenire con: Valutazione dell’occlusione e della postura mandibolareL’analisi del morso e della posizione mandibolare permette di individuare squilibri che possono contribuire agli acufeni. Dispositivi di riallineamento mandibolare (bite)Bite personalizzati possono ridurre tensioni muscolari e migliorare l’equilibrio dell’articolazione temporo-mandibolare. Trattamento di problematiche dentali correlateMalocclusioni, serramento, bruxismo o infezioni possono influenzare indirettamente la sintomatologia acufenica. 👂 Otorinolaringoiatria: il ruolo dell’orecchio e delle vie respiratorie In molti pazienti gli acufeni sono associati a problematiche dell’apparato otorinolaringoiatrico, come: Disfunzione della tuba di Eustachio Infiammazione dei turbinati nasali Alterazioni dell’orecchio medio Ipersecrezione di muco Problematiche timpaniche Sensazione di orecchio ovattato o pressione auricolare Una valutazione ORL permette di escludere o trattare le componenti a carico dell’orecchio e delle vie aeree, fondamentali nei casi di acufeni persistenti. 👐 Osteopatia: integrazione su cervicale, ATM e sistema neuromuscolare L’osteopatia può intervenire sulle componenti muscolo-scheletriche e posturali che influenzano gli acufeni, lavorando su: Cervicale e postura ATM e muscolatura mandibolare Tensioni cranio-cervicali Regolazione delle catene muscolari Componenti somatosensoriali legate al rumore auricolare L’obiettivo è ridurre tensioni, migliorare mobilità e riequilibrare le strutture che

Instabilità rotulea e osteopatia: i benefici

Instabilità Rotulea - Dr. Carollo Osteopata

In questo articolo vedremo cosa sarà l’instabilità rotulea e come si può trattare con l’osteopatia. L’instabilità rotulea, cosa è?: L’instabilità rotulea è una condizione patologica piuttosto frequente durante la fase di crescita, soprattutto in età adolescenziale, che porta la struttura articolare a perdere la sua centralità di scorrimento, creando quindi un disallineamento a livello del ginocchio.In una condizione normale, la rotula scorre o lavora su due binari, composti dai due condili femorali; in condizione patologica, si perde questa centralità e la rotula andrà a creare un attrito con il condilo femorale. Questa situazione patologica, lungo termine, porta all’usura delle cartilagini articolari. Con che sintomi si manifesta l’instabilità rotulea? Solitamente si manifesta con dolore nella parte anteriore del ginocchio che può essere generato da alcuni sport praticati quali pallavolo e basket. La pratica di alcuni sport può essere solo uno dei fattori responsabili dell’instabilità rotulea ma ad essa si aggiungono traumi, anomalie ossee della rotula, ipotrofia muscolare, ginocchio valgo ed iperlassità articolare a carico dell’articolazione del ginocchio. Solitamente i sintomi sono legati al dolore avvertito nella zona rotulea soprattutto quando si effettuano movimenti di estensione e flessione o quando si mantiene la posizione seduta per un tempo prolungato. Il dolore viene associato ad episodi di blocco articolare e scricchiolii. L’importanza di una diagnosi ( precoce ) La diagnosi, che deve essere eseguita da un medico, si svolge valutando la storia clinica del paziente. In questo caso dovranno essere valutate le pregresse sublussazioni e le eventuali recidive. Durante l’esame fisico, il medico può eseguire una serie di test, come il test di apprensione, il test di spostamento laterale e il test di spostamento patellare, per valutare la stabilità e la mobilità della rotula. Una volta appurrata la valutazione clinica del paziente, dovrà essere richiesto un esame radiografico, con vari gradi di flesso-estensione del ginocchio a 30 – 60 – 90 gradi. Questo esame servirà a far vedere la variazione del movimento di scivolamento della rotula sui condili femorali. In un secondo tempo dovrà essere effettuata una risonanza magnetica, per valutare lo stato infiammatorio delle strutture legamentose, cartilaginee, ossee e tendinee. Mentre verrà richiesto un esame con la Tac solo se si evidenziano importanti alterazioni morfologiche della rotula, dei condili e solitamente in previsione di intervento chirurgico, cosa però molto rara. Trattamento conservativo per instabilità rotulea Trattandosi di un disturbo legato alla fase di crescita, l’instabilità rotulea potrebbe risolversi spontaneamente. In genere il trattamento è di tipo conservativo dunque non richiede il ricorso alla chirurgia. In un primo momento possono essere applicati ghiaccio, tutori e allo stesso modo somministrare antinfiammatori e terapia elettromedicale, per ridurre il dolore. Le varie terapie elettromedicali e fisiche che possiamo utilizzare sono : Si può inoltre intervenire con un approccio Osteopatico e Fisioterapico. Approccio Osteopatico È possibile risolvere il problema anche grazie altrattamento osteopatico che valuta le tensioni dei tessuti ed i disequilibrilocalizzati a livello del ginocchio o a distanza: come spesso accade nellavalutazione osteopatica, la sede delle disfunzioni è dislocatadall’articolazione stessa. L’osteopatia analizza la mobilità del ginocchio, connessa alle tensioni muscolo-legamentoseesercitate sulla tibia, sul femore e soprattutto sulla rotula. Il tendine rotuleo e le espansioni fasciali che si legano alla rotula sonoresponsabili dell’instabilità e soprattutto della traslazione latero-esterna.In tal caso le disfunzioni osteopatiche connesse al ginocchio verranno trattatetramite tecniche fasciali e muscolari che non risultano affatto invasive. Approccio Fisioterapico L’approccio fisioterapico, sarà strutturato nell’utilizzo di elettromedicali specifici, per la riduzione dello stato infiammatorio, Mentre molto più importante, sarà la rieducazione posturale e propriocettiva. Il lavoro di rieducazione posturale, sarà mirato al corretto riequilibrio delle catene muscolari, cercando di correggere lo squilibrio di tensioni sulla rotula. Questo sarà possibile lavorando sia sui muscoli flessori della loggia posteriore e degli estensori della loggia anteriore. Il lavoro propriocettivo sarà invece specifico per l’attivazione corretta del comparto muscolare e soprattutto sulla corretta cinematica del passo. La rieducazione dello schema del passo e dei gesti ateletici è uno step fondamentale per evitare alterazioni di tensioni muscolari, che possono far scivolare la rotula verso l’esterno andando quindi fuori dall’asse fisiologico di movimento. Altrettanto importante sarà il rinforzo muscolare, che è spesso carente o assente, in quanto la sublussazione della rotula, è spesso causata da una ipotrofia e ipotonia del muscolo quadricipite femorale. Possiamo distinguere due tipologie di lavoro per il rinforzo muscolare: esercizi di Ipertrofia, per l’aumento del volume ed esercizi di pliometria, destinati all’aumento della forza esplosiva ed elastica. Approcci chirurgici per l’instabilità rotulea Molto raramente si ricorre alla chirurgia, ovvero quando i trattamenti conservativi non sono sufficientemente efficai o nei casi più. Tra questi interventi abbiamo: Riallineamento rotuleo: mira a correggere l’anatomia e l’allineamento della rotula, riducendo così lo stress sulla stessa. Ricostruzione del legamento patellare: Se il legamento patellare è lesionato o insufficiente, può essere necessaria una ricostruzione chirurgica per ripristinare la stabilità. Riparazione del legamento collaterale mediale: In alcuni casi di instabilità rotulea, il legamento collaterale mediale può essere danneggiato. La sua riparazione può aiutare a migliorare la stabilità dell’articolazione del ginocchio. Come prevenire l’instabilità rotulea L’instabilità rotulea può essere prevenuta allenando il tono muscolare attraverso una preparazione atletica adeguata: allo stesso modo i pazienti sportivi devono fare attenzione a non commettere errori durante gli allenamenti. Abbinare un esercizio terapeutico preventivo, che si basa sulla gestione e il mantenimento della propriocezione e la correzione di eventuali squilibri delle catene muscolari, può prevenire sia l’insorgenza di future sublussazioni della rotula che eventuali infortuni. Come mettersi in contatto con il Dr. Carollo Il Dr. Alessandro Carollo Osteopata D.O. è specializzato in Osteopatia strutturale, ovvero nel trattamento delle disfunzioni della colonna vertebrale (come ernie discali, lombalgie, cervicalgie e sciatiche), delle articolazioni periferiche e delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Data la sua collaborazione con ortopedici di fama nazionale si è specializzato nella riabilitazione post-chirurgica di Spalla, Ginocchio e Caviglia. Se hai riscontrato uno o più disturbi menzionati in questo articolo, ti consigliamo di contattare uno specialista adeguato in grado di elaborare una corretta diagnosi. Nel caso avessi già fatto questo step, puoi trovare il Dr Carollo, specializzato nel trattamento dell’instabilità rotulea, nel suo studio

Artrite reumatoide, cosa può fare l’osteopatia?

Artrite Reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia sistemica che colpisce non solo le articolazioni ma tutto il corpo: cosa può fare l’osteopatia. Ti capita spesso di soffrire di infiammazioni alle articolazioni, ossa o muscoli? Potrebbe trattarsi di artrite reumatoide. Ma cosa può fare l’osteopatia in questi casi? Facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento. Cosa si intende per artrite reumatoide? L’artrite reumatoide in genere è una patologia che si manifesta quando si supera la soglia dei 50 anni. Si tratta di una malattia sistemica che colpisce non solo le articolazioni ma tutto il corpo. L’artrite reumatoide produce dolore, rigidità e spesso deformità. Questa patologia ha origine dalla progressiva degenerazione della cartilagine soprattutto nei casi di osteoartrite. La cartilagine è un tessuto connettivo di sostegno che ha la funzione di proteggere la superficie delle articolazioni favorendone il movimento e lo scorrimento corretto. Spesso la degenerazione della cartilagine è dovuta all’invecchiamento o anche a fattori ereditari, per non parlare di lesioni o traumi. La cosa fondamentale da sapere è che l’artrite reumatoide colpisce l’intero organismo, non soltanto le ossa. Quindi proprio per questo è importante intervenire con la giusta terapia. Perché ricorrere all’osteopatia L’osteopatia può fare molto per ridurre il dolore, facilitare il gonfiore e migliorare la mobilità. Il trattamento osteopatico può essere un valido alleato contro l’artrite reumatoide, in quanto aiuta a migliorare la mobilità e ridurre l’infiammazione utilizzando tecniche osteopatiche manuali e delicate su articolazioni, muscoli e legamenti. Quindi esercizi mirati possono essere utili per migliorare la funzione articolare e ridurre lo spasmo muscolare. L’osteopatia può rivelarsi fondamentale per migliorare lo stile di vita di chi soffre di artrite reumatoide. Infatti se stai pensando di sottoporti ad un intervento chirurgico, l’osteopatia può darti un grande aiuto per il processo di riabilitazione muscolare. Il Dr. Alessandro Carollo è uno degli Osteopati più conosciuti in Italia e in ambito internazionale, proponendo trattamenti efficaci contro l’artrite reumatoide, basati esclusivamente sul contatto manuale. Queste tecniche permettono di migliorare sensibilmente i movimenti, riducendo anche il dolore. Prenota una visita!

Ipercifosi dorsale, come curarla con l’osteopatia

Ipercifosi Dorsale

Cos’è l’ipercifosi dorsale e come è possibile curarla con l’osteopatia. Capita molto spesso di vedere anziani ma anche giovani con il dorso un po’ curvo. In alcuni casi questo atteggiamento posturale nasconde patologie più gravi come l’ipercifosi dorsale. Oggi è possibile curarla con l’osteopatia. Ma come? Procediamo per gradi. Cos’è l’ipercifosi dorsale La cifosi è una curva fisiologica del tratto dorsale della colonna presente in ogni essere umano. Quando parliamo di ipercifosi dorsale invece, ci riferiamo ad un’accentuazione di questa curva. In parole povere, la cifosi non comporta disturbi patologici della curvatura della schiena, cosa ben diversa per l’ipercifosi dorsale. Infatti, quest’ultima, genera una vera e propria deformità della colonna che può svilupparsi già nell’infanzia o nell’adolescenza. La causa più comune nel giovane è rappresentata dal morbo di Scheuermann in cui le vertebre invece di crescere come dei rettangoli, diventano dei cunei, favorendo l’incurvamento in avanti. Invece nell’anziano l’ipercifosi dorsale è spesso conseguenza di un dorso curvo non curato in giovane età a cui sono subentrate patologie come l’artrosi o l’osteoporosi. Come curarla con l’osteopatia La cifosi può essere corretta grazie all’osteopatia. Invece, nel caso dell’ipercifosi dorsale, si inizia rivolgendosi ad un ortopedico specialista che valuta l’impiego di corsetti di plastica e di terapie manuali per togliere le tensioni muscolari e la rigidità articolare. Ed è proprio qui che entra in gioco l’osteopatia che permette di scogliere tutte le tensioni accumulate nel dorso. Ciò non toglie che nei casi molto più gravi è necessario prendere in considerazione l’intervento chirurgico. Quindi, quando si soffre di mal di schiena frequente, mi raccomando non trascurare il problema, ma rivolgetevi ad uno specialista. Il Dott. Alessandro Carollo, docente e fondatore dell’Istituto Osteopatico, vanta una grande esperienza nel trattamento dell’ipercifosi dorsale grazie al contatto manuale. Se hai bisogno di una visita per valutare la soluzione più indicata per i tuoi disturbi, vai sul nostro sito e richiedi un appuntamento.

Stipsi del neonato: i benefici dei trattamenti osteopatici

2021-11-Alessandro-Carollo-Trattamenti-Osteopatici-Stipsi-Neonato

La stipsi o costipazione nel neonato è una problematica piuttosto frequente che, nei primi 6 mesi di vita, può manifestarsi attraverso pianto e rossore in viso ogni qualvolta avvenga la defecazione. Le cause possibili potrebbero dipendere dal passaggio del latte materno a quello formulato o dall’introduzione dei cibi solidi che favorisce l’aumento della massa fecale. Prima di somministrare una qualsiasi cura, è bene che il pediatra escluda patologie più gravi e complesse rispetto alla stipsi. Solitamente la costipazione nel neonato è di tipo funzionale: grazie all’osteopatia viene affrontato il problema attraverso la valutazione del sistema muscolo-scheletrico, il quale è direttamente collegato con la corretta funzione dell’intestino. L’osteopatia neonatale può essere la vera soluzione nella cura del disturbo poiché analizza la costipazione a partire dal parto o dalla postura che il bambino ha assunto durante la gravidanza, senza escluderne gli aspetti emotivi. Identifica un eventuale malfunzionamento delle articolazioni o dei muscoli pelvi, mirando a riequilibrare e regolarizzare il supporto nervoso intestinale. Consigli utili per risolvere la stipsi nel neonato È fondamentale che il genitore adotti dei comportamenti corretti ed utili per supportare ed aiutare il neonato ad affrontare il problema della stipsi. Innanzitutto bisogna fare particolare attenzione all’alimentazione, incoraggiando inoltre il bambino a bere un adeguato quantitativo d’acqua. È altrettanto importante stimolare il gioco all’aperto, sfavorendo la sedentarietà; il genitore deve permettere il rilassamento del pavimento pelvico del bambino effettuando massaggi addominali o facendo camminate in passeggino. Vantaggi dell’osteopatia per risolvere la stitichezza Il trattamento osteopatico per risolvere il problema della stipsi, offre benefici non solo ai neonati o bambini in età infantile ma anche agli adulti ed anziani. Lo scopo è quello di adottare un approccio viscerale, trattando il disturbo a livello intestinale e andando a lavorare sui muscoli delle pareti del colon. Attraverso le manipolazioni che prevedono tecniche di stiramento, l’osteopata s’interessa di riattivare il bioritmo dell’apparato digerente concentrandosi sugli organi addominali e sullo svolgimento di una corretta respirazione. Nello specifico verrà massaggiata la zona addominale (o zona dorso lombare) individuando il blocco che non consente l’evacuazione. Se desideri ricevere una visita specialistica per risolvere la stipsi nel tuo bambini, contatta lo studio del Dott. Carollo!

Cistite: l’osteopatia può donare sollievo?

2021-11-Alessandro-Carollo-Trattamenti-Osteopatici-Cistite

La cistite è un’infiammazione acuta della vescica (organo che raccoglie l’urina) di origine batterica che colpisce prevalentemente le donne. Molto spesso viene causata dall’assunzione di farmaci o molecole irritanti (detergenti intimi). La cistite può colpire potenzialmente qualunque soggetto (maschio, femmina, adulto, bambino, anziano), ma, secondo le ultime statistiche, si riscontra un interessamento nettamente superiore nelle donne che negli uomini, in un rapporto di circa 5 a 1. Scopriamo tutte le informazioni utili nell’approfondimento del Dottor Alessandro Carollo, osteopata di Milano, Roma e Napoli. Origine e sintomi La cistite, se non curata correttamente, può diventare un problema fisico fastidioso e debilitante. Provoca nel soggetto colpito fastidi pruriginosi e bruciori durante la minzione. Nella maggior parte dei casi la cistite deriva da infezioni batteriche come quelle provocate dall’Escherichia Coli. La cistite condiziona la quotidianità del singolo, soprattutto nei casi di disturbi recidivi o cronici. Un piccolo sbalzo di temperatura, un rapporto sessuale conflittuale, un periodo di forte stress e la cistite può ripresentarsi con i soliti brividi, con la solita impellenza. Le cause scatenanti possono essere diverse, tra cui infiammazioni gastroenteriche, risposte immunologiche delle persone, caratteristiche personali di mucosa vescicaria attaccabile. La cistite può essere definita semplice quando occasionale e di origine infettiva. Questa è senza dubbio la casistica più comune, che in genere ha un decorso benigno I sintomi più comuni con cui si manifesta sono: Bisogno costante di urinare; Prurito; Sensazione di bruciore. Rimedi contro la cistite Solitamente la cura più efficace per guarire dalla cistite è la somministrazione di antibiotici specifici prescritti dal proprio medico di base. Vengono prescritti medicinali a base di amoxicillina, ciprofloxacina o fosfomicina. La terapia farmacologica però, non è l’unico rimedio possibile! Grazie all’inclusione del trattamento osteopatico, si può curare la cistite. L’osteopatia riduce notevolmente i fastidi provocati dall’infiammazione della vescica, attraverso un processo di autoguarigione che prevede il rafforzamento del sistema immunitario. L’osteopata individua la zona soggetta ad una disfunzione osteopatica e riequilibra l’organismo anche da un punto di vista emotivo ed energico. La branca dell’osteopatia guarda alla patologia agendo a livello meccanico, strutturale e non infettivo: il trattamento infatti punta ad agire sullo stato di riposo della colonna vertebrale e del bacino mediante tecniche non invasive. Viene insegnato al paziente come comportarsi e controllare il problema adottando semplici posizioni, utili a tutelare la vescica in caso di dolore. L’osteopatia è rappresenta sicuramente una soluzione ottimale per la cura della cistite ma dev’essere necessariamente accompagnata alla conduzione di uno stile di vita sano. Rimedi naturali per curare la cistite Insieme all’osteopatia, esistono rimedi naturali per combattere l’infiammazione della vescica. Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno è tra le prime raccomandazioni essenziali poiché garantisce l’eliminazione dei batteri in maniera rapida. Questa terapia idropinica può prevedere l’assunzione di diverse sostanze: D-Mannosio (zucchero naturale estratto dal legno della betulla) che si lega ai batteri della vescica permettendone l’eliminazione; cranberry (mirtillo rosso americano) quale pianta efficace per disinfettare il tratto urinario; infuso di malva che contiene proprietà antinfiammatorie per ridurre il fastidio; estratto ai semi di pompelmo. Se sei interessato ad avere informazioni su come i trattamenti osteopatici possano aiutarti a dire addio alla cistite, contatta il Dottor Alessandro Carollo!