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Sedentarietà e lavoro d’ufficio: l’osteopatia come risposta

postura ufficio

Chi svolge un lavoro d’ufficio trascorre la maggior parte del proprio tempo sul posto di lavoro seduto, l’osteopatia è la risposta agli spiacevoli inconvenienti dovuti alla prolungata sedentarietà. Non è facile mantenere una postura corretta davanti al PC e in qualche modo è necessario adattare il lavoro d’ufficio alla nostra persona. Grazie a piccoli accorgimenti possiamo ridurre in maniera importante le potenziali problematiche muscolo-scheletriche derivanti da una postura scorretta e dalla sedentarietà. Mal di schiena e mal di collo infatti sono le prime avvisaglie della cattiva postura che possiamo assumere durante l’attività lavorativa. Una posizione fisiologicamente scorretta determina una contrazione muscolare prolungata di solo pochi gruppi muscolari, che porta alla compressione dei vasi sanguigni, con difficoltà nella circolazione. Ripetere le stesse azioni o mantenere queste posizioni porta a un fisiologico sovraccarico delle strutture muscolari, tendinee e nervose che tende a favorire l’insorgere di dolore e infiammazioni. Cosa possiamo fare quindi nel concreto contro i dolori causati da sedentarietà e posture scorrette sul luogo di lavoro? Sono numerosi gli studi che dimostrano come una maggiore attenzione per l’ergonomia del proprio luogo di lavoro possano avere una ricaduta positiva sul nostro fisico. È importante poter regolare nel proprio ufficio la propria seduta in modo da avere i piedi ben poggiati a terra; questo permetterà di avere le gambe perpendicolari al terreno e le ginocchia flesse a 90° evitando così problemi vascolari agli arti inferiori. La profondità della seduta dovrebbe permettere di aderire bene con la schiena allo schienale senza che la parte anteriore tocchi la parte posteriore delle ginocchia. Il piano di lavoro inoltre dovrebbe essere dell’altezza adeguata ad evitare un incurvamento in avanti, causa di un potenziale stress per schiena e collo e la strumentazione sufficientemente vicina in modo da evitare posizioni innaturali. I polsi poggiati alla scrivania dovrebbero rimanere diritti, sulla naturale prosecuzione degli avambracci, evitando flessione o rotazioni di alcun tipo. Ciò permette di evitare fastidiosi problematiche quali tendiniti. Schermi e monitor infine dovrebbero trovarsi all’altezza degli occhi, davanti a noi, così da evitare di lavorare in posizioni innaturali con il collo in rotazione. Una postura corretta in ufficio e davanti ad un pc è quindi di fondamentale importanza per evitare stanchezza e dolore alla zona lombare e cervicale. Qualora queste problematiche siano già insorte, un trattamento osteopatico può risolvere il mal di schiena definitivamente e alleviare tutti i piccoli dolori dovuti ad una postura scorretta. Contattaci per un consulto professionistico.

Osteopatia: i sintomi più comuni da curare con il trattamento osteopatico

sintomi che può curare l'osteopatia

L’osteopatia, come noto, può curare tantissime patologie, anche molto differenti tra di loro. Ma quali sintomi si possono curare nel dettaglio? Osteopatia L’osteopatia è in grado di curare molte patologie senza dover per forza ricorrere all’uso dei farmaci. Le pratiche osteopatiche sono utilizzate da moltissimi anni. Le tecniche applicate dall’osteopata, nonostante possano essere differenti tra loro, si basano su manipolazioni fisiche sotto forma di trazioni, massaggi oppure stretching. Questi vanno ad agire sulle ossa, ma anche sui muscoli, sui vasi sanguigni e sulle articolazione. Le pratiche che l’osteopatia utilizza sono vaste e complesse, ma permettono di intervenire senza dover prendere dei farmaci, dover seguire particolari diete, interventi diretti di genere chirurgico. Per ciò che riguarda i sintomi che possono essere curati con l’osteopatia, vogliamo ricordarne principalmente sette: i dolori al collo, i problemi di postura, i dolori alla parte bassa della schiena, infortuni legati alle pratiche sportive, dolori alle spalle, problemi al bacino ed alle gambe, problematiche di artrite. I dolori alla parte bassa della schiena possono avere varie origini, tra cui una scorretta postura a lavoro, oppure nello studio. Anche il periodo della gravidanza può essere una causa scatenante: a tal proposito, abbiamo già detto come le donne in stato interessante possano beneficiare dei trattamenti osteopatici in tutta sicurezza. Tante persone si rivolgono a questi specialisti anche in caso di dolori per traumi sportivi. Pensiamo, ad esempio, ad un eccessivo allenamento (chiamato anche overtraining). Questo va ad infiammare articolazioni, cartilagini e tendini, che entrano in sofferenza. Ancora, i dolori alle spalle sono di varia origine, ma possono essere facilmente eliminati attraverso alcune sedute osteopatiche. Ancora, molte persone si rivolgono all’osteopatia per problemi al bacino, oppure alle gambe. Che dipendano da forti traumi, da difetti di dentizione o da cause congenite, risultano essere tra le problematiche più facilmente risolvibili da parte dell’osteopata. Infine, vogliamo anche annoverare l’artrite, malattia che colpisce spesso le mani è spesso trattata dagli osteopati per rallentarne lo sviluppo e diminuirne il dolore e la ridotta mobilità.

Scoliosi: come curarla al meglio con il trattamento osteopatico

scoliosi

Il trattamento osteopatico può essere utile per allontanare il mal di schiena e altri disturbi, come ad esempio la scoliosi. La scoliosi è una problematica legata alla colonna vertebrale, che si può migliorare attraverso il trattamento osteopatico. Recarsi dall’osteopata, come noto, può risolvere molti problemi legati ad esempio al mal di schiena. La scoliosi si forma prevalentemente durante la fase della crescita, anche se esistono casi di scoliosi infantile. Vi sono, in ogni caso, dei fattori che ne predispongono l’insorgenza come, ad esempio, traumi, infezioni, posture scorrette e protratte nel tempo, vita sedentaria e molto altro ancora. Come si comporta l’osteopata nei confronti della scoliosi Prima di iniziare il trattamento, il professionista valuterà l’allineamento tra le spalle, i fianchi, il bacino, il torace e le scapole. Non solo, valuterà anche la lunghezza delle gambe, della colonna vertebrale e della muscolatura paravertebrale, fino ad arrivare alla valutazione della mobilità articolare e all’elasticità muscolo-legamentosa. Terrà, poi, in considerazione la presenza di anomalie della postura: ci può essere, ad esempio, una spalla più alta dell’altra, un’inclinazione e sbilanciamento del bacino, scapole prominenti, inclinazione del capo o di tutta la schiena da un lato solo, fino ad una anomalia nell’appoggio plantare. Una volta valutato tutto questo, l’osteopata utilizza alcune tecniche che dipenderanno dalla gravità della curva della colonna vertebrale e dalla probabilità che questa possa aggravarsi. Egli cercherà di intervenire cercando di riequilibrare le tensioni a livello muscolare, aumentando la mobilità della colonna e mobilizzando al meglio il bacino. Ovviamente, possono esistere casi in cui il trattamento ostepatico per la cura della scoliosi non è sufficiente, ad esempio nel caso di una diagnosi tardiva. Le cure più efficaci sono quelle iniziate in età infantile o dello sviluppo, soprattutto nel caso di scoliosi che derivano da problematiche di tensioni muscolo-scheletriche. E’ bene sapere che possono servire alcune sedute prima di risolvere il problema completamente.

Tecniche muscolo-scheletriche in osteopatia: che cosa sono

tecniche osteopatiche

In osteopatia le tecniche muscolo-scheletriche sono molto utilizzate per trattare diverse problematiche. In cosa consistono le tecniche muscolo-scheletriche Le tecniche muscolo-scheletriche, con quelle viscerali, mio-fasciali e craniali sono le procedure più utilizzate in osteopatia. Andiamo alla scoperta delle tecniche muscolo-scheletriche: che cosa servono e quali disturbi possono curare? Si tratta di tecniche che servono a curare dei disturbi come il mal di schiena o il mal di collo, così come i dolori articolari, muscolari oppure quelli scheletrici. Lo scopo è quello di restituire al paziente il naturale movimento dei segmenti corporei, che è stato momentaneamente perso. In caso di alterazioni di mobilità delle strutture, viene quindi ripristinato il corretto funzionamento della struttura muscolare, di quella ossea e di quella articolare. E’ chiaro che, in collaborazione con l’osteopata, può essere utile il supporto di altre figure come l’ortopedico, il fisioterapista, oppure il fisiatra. La procedura osteopatica Il professionista riporta la mobilità perduta al paziente riassettando le articolazioni nella corretta posizione e permettendo così il recupero della mobilità articolare. Questo è possibile indirizzando movimenti precisi e rapidi nel punto esatto dove c’è l’area dolorante. E’ proprio il ricorso alla precisione e alla rapidità nella manipolazione che permettono di risolvere le problematiche in poco tempo. A tal proposito, vogliamo ricordare che esiste ed è molto usata una tecnica chiamata thurst. Si tratta di una procedura che usa delle forze ad altissima velocità e a ridotta ampiezza. In questo modo, si può ripristinare in modo rapido la mobilità della struttura ossea ed articolare permettendo una liberazione delle tensioni e dai dolori. Altre tecniche strutturali, invece, servono a muovere le articolazioni e vanno a manipolare, a distendere e a premere i muscoli, per farli rilassare e riequilibrare al meglio.

Fibromialgia: il trattamento osteopatico come cura

fibromialgia

La fibromialgia è una malattia invalidante, purtroppo molto diffusa e difficile da curare. Fibromialgia: definizione e sintomi Prima di parlare dell’osteopatia per la fibromialgia, cerchiamo di definire questa patologia. Chiamata anche sindrome fibromialgica, si tratta di una malattia reumatica che provoca l’aumento della tensione muscolare. Al 90% colpisce le donne d è di origine sconosciuta. Inizialmente parte con dolori localizzati nella zona cervicale o lombare che, successivamente, si vanno ad irradiare all’intero corpo. Tra i sintomi ricordiamo la rigidità dell’apparato locomotore, mal di testa, disturbi del sonno, disturbi urinari, febbre, tachicardia, formicolii in corrispondenza di tendini e molto altro ancora. Il trattamento osteopatico L’approccio osteopatico può essere utile in concomitanza con i farmaci che spesso vengono usati per la terapia del dolore: antidolorifici, ansiolitici e similari. L’osteopata però cercherà così di focalizzarsi sul paziente, facendo attenzione al tocco osteopatico, con l’ausilio di manovre particolari. Il punto di partenza è il concetto che il corpo, spontaneamente, è in grado di autoregolarsi e di mantenersi in buona salute. Ma per far sì che ciò accada è necessario, a volte, effettuare un trattamento manipolativo osteopatico (OMT). Nella valutazione del paziente, l’osteopata va a ricercare le aree di forma e di funzione alterate all’interno del corpo. Va così ad identificare i punti di ingresso per il trattamento, usando sempre l’OMT, in associazione con altre terapie. Infine, il quarto principio si basa sul trattamento che, a sua volta, si basa sui principi di cui già abbiamo parlato, tenendo conto che il corpo, la mente e lo spirito, si sanno autoregolare tra loro. Il trattamento osteopatico cercherà di studiare il singolo paziente, intraprendendo un percorso di risoluzione su misura. Vi sono casi in cui l’origine della fibromialgia è legata da disfunzioni craniali o endocrine. In base alle sue indagini, l’osteopata sarà in grado di curare con approcci differenti, nonché efficaci, questa patologia.

Osteopatia per stitichezza: come risolvere il problema senza farmaci

osteopatia per stitichezza

Agire contro la stitichezza con l’utilizzo dell’osteopatia può essere una soluzione efficace senza l’utilizzo delle medicine. Parliamo di osteopatia per stitichezza. Si stima che almeno il 10% degli italiani soffra di stipsi cronica, con un’incidenza molto più femminile che maschile. Spesso le persone cercano sollievo con uso di lassativi e di medicinali, ma non sanno che è, appunto, possibile risolvere il problema anche senza l’utilizzo di farmaci. Origini della stitichezza Dal punto di vista osteopatico, è necessario prima capire quali sono le origini della stitichezza. Ciò può dipendere, infatti, da vari fattori: errori nell’alimentazione, aderenze post-operatorie, ipo-stimolazione nervosa della peristalsi, blocchi articolari da parte del bacino e della colonna vertebrale e molto altro ancora. Come interviene l’osteopata Il lavoro dell’osteopata consisterà nell’agire sulla mobilità del colon, per poter ripristinare al meglio il movimento intestinale. Si andrà ad interessare la zona del bacino, dove passa il colon, ma anche le vertebre lombari: da qui, infatti, partono le connessioni nervose con i visceri. In alcuni casi si può intervenire con trattamenti di osteopatia craniale. Generalmente, però, si cerca di agire a livello intestinale, ottimizzando così la mobilità del diaframma. Andare a sbloccare il diaframma è utile per poter risolvere al meglio la problematica. Per migliorare gli effetti del trattamento, in ogni caso, l’osteopata consiglia sempre di curare al meglio l’alimentazione, inserendo frutta e verdura alla base di ogni giorno e privilegiando l’uso anche dei cibi e cereali integrali e grezzi. E’ utile, inoltre, bere molto per aiutare l’intestino a ripulirsi. Oltre all’alimentazione, ricordiamo che è utile iniziare a correggere il proprio stile di vita anche a partire dalla respirazione. Una corretta respirazione migliora la mobilità del diaframma. Le manovre in questione sono viscerali e senza dubbio non invasive. Le tecniche utilizzate sono molto dolci: viene applicata una forza manuale leggera, eliminando così possibili restrizioni presenti nella zona trattata. La forza lieve e precisa garantisce i migliori risultati, a causa della natura molto delicata e reattiva di tutti i tessuti viscerali.