Iperlordosi lombare: cause, sintomi e cosa fare per il mal di schiena

Iperlordosi lombare: cause, sintomi e cosa fare per il mal di schiena L’iperlordosi lombare è un’accentuazione della curva naturale della colonna nella parte bassa della schiena. Spesso viene descritta come “sedere in fuori” perché visibile anche ad occhio nudo: il bacino è inclinato in avanti, con addome protratto e glutei spinti indietro. Questa condizione può essere associata a mal di schiena, tensioni muscolari e sovraccarico lombare, soprattutto se mantenuta nel tempo. Se vuoi approfondire il dolore nella zona lombare puoi leggere anche la guida completa sul mal di schiena. Iperlordosi lombare: quali sono i sintomi L’iperlordosi non è sempre dolorosa, ma quando diventa eccessiva può causare: Dolore nella parte bassa della schiena Sensazione di rigidità lombare Tensione dei muscoli lombari e delle anche Affaticamento durante la posizione in piedi In alcuni casi può essere associata a condizioni come lombalgia o episodi di dolore acuto lombare. Le cause dell’iperlordosi lombare Le cause dell’iperlordosi lombare possono essere diverse e spesso non dipendono solo dalla postura. Sovrappeso, soprattutto a livello addominale Gravidanza, per l’aumento del carico anteriore Debolezza dei muscoli addominali e glutei Rigidità dei flessori dell’anca Compensi legati a dolore lombare o sciatica In molti casi, infatti, l’iperlordosi è una posizione compensativa che il corpo adotta per evitare dolore o instabilità. L’iperlordosi è davvero la causa del dolore? Non sempre una curva accentuata significa automaticamente dolore. Molte persone con iperlordosi non hanno sintomi, mentre altre con curva normale possono avere mal di schiena. Per questo motivo è importante non fermarsi alla semplice osservazione posturale, ma valutare il quadro nel suo insieme. Cosa fare per l’iperlordosi lombare Il trattamento non si basa sul “raddrizzare la schiena”, ma sul migliorare la funzione e ridurre il dolore. Valutazione clinica della colonna e del movimento Riduzione delle tensioni muscolari Recupero della mobilità lombare e del bacino Esercizi mirati per migliorare il controllo motorio Un approccio mirato può aiutare a ridurre il sovraccarico lombare e migliorare la gestione del dolore nel tempo. Quando rivolgersi a uno specialista È utile una valutazione se: Il dolore lombare è persistente Hai rigidità che limita i movimenti Il dolore si associa a sciatica o irradiazione alla gamba In questi casi è importante capire se l’iperlordosi è realmente coinvolta o se rappresenta solo una conseguenza del problema. Il Dott. Alessandro Carollo riceve presso le sedi di Roma Nord e Milano Centro, occupandosi di problematiche della colonna vertebrale come disturbi cervicali, lombari e muscolo-scheletrici. Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare lo studio o scrivere a dott.carollo@gmail.com. Seguimi su Instagram e guarda i video sul canale YouTube – Dr. Alessandro Carollo. Scopri di più nella pagina dedicata all’osteopata a Roma, dove vengono spiegati nel dettaglio l’approccio clinico e le principali condizioni trattate.
Quando rivolgersi a un osteopata: 3 buoni motivi

L’osteopata è un professionista sanitario che ha l’obiettivo di ripristinare l’armonia funzionale del corpo. Vediamo perché è necessario rivolgersi a lui.
Cura della scoliosi – E’ possibile? vediamo come

La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale che, nei casi più gravi, può presentarsi in maniera molto dolorosa e limitante nei movimenti. Vediamo le cause ed i rimedi possibili.
Fascite plantare: come superare il dolore con l’osteopatia

La fascite plantare è una infiammazione della banda fibrosa che collega tutta la base plantare del piede. Vediamo insieme con quali tecniche osteopatiche è possibile trattare questo spiacevole fastidio La fascia plantare ha un ruolo importantissimo all’interno del piede, essa lo sostiene infatti nella sua interezza mantenendo una adeguata posizione curva necessaria per il normale funzionamento dell’arto. Se infatti troppo “lunga” la fascia plantare genera notevoli problemi: il cosiddetto piede piatto. La funzione della fascia plantare si completa nell’ammortizzare naturalmente gli urti al terreno grazie a una apposita fascia adiposa che la ricopre a cui trasmette elasticità. Il funzionamento compromesso della fascia dovuto a cause infiammatorie è quindi definibile fascite plantare. Cause e fattori della fascite plantare Diverse e disparate possono essere le cause di questa infiammazione. Si tratta molto spesso di una perdita di elasticità dovuta all’età del paziente che inevitabilmente si trova a fronteggiare questa fastidiosa patologia. Altri motivi possono essere legati alla quotidianità: l’utilizzo di calzature inadeguate o specifiche calzature infortunistiche può aumentare l’incidenza di questa infiammazione. Stress e sovrappeso possono inoltre rappresentare ulteriori cause scatenanti per la fascite plantare. Si tratta di una patologia connotata da un intenso dolore che si presenta in maniera crescente. La stimolazione della fascia plantare infiammata fa sì che il dolore possa presentarsi saltuariamente in diverse occasioni di sforzo prolungato. È giusto non sottovalutare una fascite plantare poiché sul lungo periodo può rappresentare un fastidio invalidante nella vita di tutti i giorni. Il trattamento Il trattamento osteopatico è strettamento collegato alla valutazione dell’osteopata della meccanica complessiva del plantare interessato da questa patologia. Una volta individuata la problematica nelle sue specifiche si procederà a un intervento di specifiche tecniche ortopediche e a una successiva riabilitazione tramite esercizi. Si tratta di operazioni in grado di diminuire il dolore in breve e tempo e di portare l’arto alle sue funzioni normali grazie a un ciclo di manipolazione-esercizio in grado di svilupparsi su una durata più ampia Se credi di soffrire di fascite plantare e vuoi fissare un appuntamento, clicca qui!
