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Instabilità rotulea e osteopatia: i benefici

Instabilità Rotulea - Dr. Carollo Osteopata

In questo articolo vedremo cosa sarà l’instabilità rotulea e come si può trattare con l’osteopatia. L’instabilità rotulea, cosa è?: L’instabilità rotulea è una condizione patologica piuttosto frequente durante la fase di crescita, soprattutto in età adolescenziale, che porta la struttura articolare a perdere la sua centralità di scorrimento, creando quindi un disallineamento a livello del ginocchio.In una condizione normale, la rotula scorre o lavora su due binari, composti dai due condili femorali; in condizione patologica, si perde questa centralità e la rotula andrà a creare un attrito con il condilo femorale. Questa situazione patologica, lungo termine, porta all’usura delle cartilagini articolari. Con che sintomi si manifesta l’instabilità rotulea? Solitamente si manifesta con dolore nella parte anteriore del ginocchio che può essere generato da alcuni sport praticati quali pallavolo e basket. La pratica di alcuni sport può essere solo uno dei fattori responsabili dell’instabilità rotulea ma ad essa si aggiungono traumi, anomalie ossee della rotula, ipotrofia muscolare, ginocchio valgo ed iperlassità articolare a carico dell’articolazione del ginocchio. Solitamente i sintomi sono legati al dolore avvertito nella zona rotulea soprattutto quando si effettuano movimenti di estensione e flessione o quando si mantiene la posizione seduta per un tempo prolungato. Il dolore viene associato ad episodi di blocco articolare e scricchiolii. L’importanza di una diagnosi ( precoce ) La diagnosi, che deve essere eseguita da un medico, si svolge valutando la storia clinica del paziente. In questo caso dovranno essere valutate le pregresse sublussazioni e le eventuali recidive. Durante l’esame fisico, il medico può eseguire una serie di test, come il test di apprensione, il test di spostamento laterale e il test di spostamento patellare, per valutare la stabilità e la mobilità della rotula. Una volta appurrata la valutazione clinica del paziente, dovrà essere richiesto un esame radiografico, con vari gradi di flesso-estensione del ginocchio a 30 – 60 – 90 gradi. Questo esame servirà a far vedere la variazione del movimento di scivolamento della rotula sui condili femorali. In un secondo tempo dovrà essere effettuata una risonanza magnetica, per valutare lo stato infiammatorio delle strutture legamentose, cartilaginee, ossee e tendinee. Mentre verrà richiesto un esame con la Tac solo se si evidenziano importanti alterazioni morfologiche della rotula, dei condili e solitamente in previsione di intervento chirurgico, cosa però molto rara. Trattamento conservativo per instabilità rotulea Trattandosi di un disturbo legato alla fase di crescita, l’instabilità rotulea potrebbe risolversi spontaneamente. In genere il trattamento è di tipo conservativo dunque non richiede il ricorso alla chirurgia. In un primo momento possono essere applicati ghiaccio, tutori e allo stesso modo somministrare antinfiammatori e terapia elettromedicale, per ridurre il dolore. Le varie terapie elettromedicali e fisiche che possiamo utilizzare sono : Si può inoltre intervenire con un approccio Osteopatico e Fisioterapico. Approccio Osteopatico È possibile risolvere il problema anche grazie altrattamento osteopatico che valuta le tensioni dei tessuti ed i disequilibrilocalizzati a livello del ginocchio o a distanza: come spesso accade nellavalutazione osteopatica, la sede delle disfunzioni è dislocatadall’articolazione stessa. L’osteopatia analizza la mobilità del ginocchio, connessa alle tensioni muscolo-legamentoseesercitate sulla tibia, sul femore e soprattutto sulla rotula. Il tendine rotuleo e le espansioni fasciali che si legano alla rotula sonoresponsabili dell’instabilità e soprattutto della traslazione latero-esterna.In tal caso le disfunzioni osteopatiche connesse al ginocchio verranno trattatetramite tecniche fasciali e muscolari che non risultano affatto invasive. Approccio Fisioterapico L’approccio fisioterapico, sarà strutturato nell’utilizzo di elettromedicali specifici, per la riduzione dello stato infiammatorio, Mentre molto più importante, sarà la rieducazione posturale e propriocettiva. Il lavoro di rieducazione posturale, sarà mirato al corretto riequilibrio delle catene muscolari, cercando di correggere lo squilibrio di tensioni sulla rotula. Questo sarà possibile lavorando sia sui muscoli flessori della loggia posteriore e degli estensori della loggia anteriore. Il lavoro propriocettivo sarà invece specifico per l’attivazione corretta del comparto muscolare e soprattutto sulla corretta cinematica del passo. La rieducazione dello schema del passo e dei gesti ateletici è uno step fondamentale per evitare alterazioni di tensioni muscolari, che possono far scivolare la rotula verso l’esterno andando quindi fuori dall’asse fisiologico di movimento. Altrettanto importante sarà il rinforzo muscolare, che è spesso carente o assente, in quanto la sublussazione della rotula, è spesso causata da una ipotrofia e ipotonia del muscolo quadricipite femorale. Possiamo distinguere due tipologie di lavoro per il rinforzo muscolare: esercizi di Ipertrofia, per l’aumento del volume ed esercizi di pliometria, destinati all’aumento della forza esplosiva ed elastica. Approcci chirurgici per l’instabilità rotulea Molto raramente si ricorre alla chirurgia, ovvero quando i trattamenti conservativi non sono sufficientemente efficai o nei casi più. Tra questi interventi abbiamo: Riallineamento rotuleo: mira a correggere l’anatomia e l’allineamento della rotula, riducendo così lo stress sulla stessa. Ricostruzione del legamento patellare: Se il legamento patellare è lesionato o insufficiente, può essere necessaria una ricostruzione chirurgica per ripristinare la stabilità. Riparazione del legamento collaterale mediale: In alcuni casi di instabilità rotulea, il legamento collaterale mediale può essere danneggiato. La sua riparazione può aiutare a migliorare la stabilità dell’articolazione del ginocchio. Come prevenire l’instabilità rotulea L’instabilità rotulea può essere prevenuta allenando il tono muscolare attraverso una preparazione atletica adeguata: allo stesso modo i pazienti sportivi devono fare attenzione a non commettere errori durante gli allenamenti. Abbinare un esercizio terapeutico preventivo, che si basa sulla gestione e il mantenimento della propriocezione e la correzione di eventuali squilibri delle catene muscolari, può prevenire sia l’insorgenza di future sublussazioni della rotula che eventuali infortuni. Come mettersi in contatto con il Dr. Carollo Il Dr. Alessandro Carollo Osteopata D.O. è specializzato in Osteopatia strutturale, ovvero nel trattamento delle disfunzioni della colonna vertebrale (come ernie discali, lombalgie, cervicalgie e sciatiche), delle articolazioni periferiche e delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Data la sua collaborazione con ortopedici di fama nazionale si è specializzato nella riabilitazione post-chirurgica di Spalla, Ginocchio e Caviglia. Se hai riscontrato uno o più disturbi menzionati in questo articolo, ti consigliamo di contattare uno specialista adeguato in grado di elaborare una corretta diagnosi. Nel caso avessi già fatto questo step, puoi trovare il Dr Carollo, specializzato nel trattamento dell’instabilità rotulea, nel suo studio

Dolore cronico? Ecco come può aiutare l’osteopatia

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Sono sempre di più le ricerche scientifiche che dimostrano l’efficacia dell’osteopatia in molteplici ambiti, tra i quali proprio quello del dolore cronico, una problematica che colpisce in Italia oltre 12 milioni di persone. Il trattamento manipolativo osteopatico è utilizzato al giorno d’oggi come terapia per molti problemi, ma è comunemente usato per le condizioni di dolore cronico. Il dolore cronico come lombalgia Un esempio pratico è dato dal dolore lombare e pelvico, si è dimostrato che l’osteopatia determini una riduzione del dolore cronico, maggiore rispetto ad un intervento chirurgico.Dato che la lombalgia è la causa più comune di disabilità in tutto il mondo, nel 2016 è stato pubblicato uno studio sull’efficacia del trattamento osteopatico contro la lombalgia cronica, dimostrando l’assoluta efficacia dell’osteopatia per il recupero dalla patologia. Il dolore cronico come emicrania Un’altra patologia, causa di dolore cronico, che si è dimostrato possa essere curata con l’osteopatia è l’emicrania. Si è valutata l’efficacia clinica del trattamento osteopatico nell’emicrania cronica con buoni risultati. Si è riscontrata in termini di riduzione dell’utilizzo di farmaci, di dolore e più in generale, nel miglioramento di qualità della vita. Malgrado è necessario approfondire le ricerche in questo ambito e del ruolo specifico dell’osteopatia nel trattamento del dolori cronici, a fronte delle ricerche condotte sino ad ora, la pratica osteopatica rappresenta un valido aiuto e và indagata ulteriormente. Come agisce l’osteopatia L’osteopatia più che agire sul sintomo, ne cerca la causa per intervenire alla fonte del dolore cronico e ristabilire il normale equilibrio corporeo. In osteopatia tutte le parti del corpo sono considerate in relazione tra loro, anche quelle che normalmente si è abituati a considerare indipendenti. In realtà le relazioni neurologiche, meccaniche, vascolari e psichiche sono tutte sempre presenti nel corso di una patologia cronica. Proprio per questo è anche necessario considerare il risvolto in termini economici che l’osteopatia avrebbe sulla riduzione della spesa farmacologica destinata alla cura del dolore. Per avere maggiori informazioni o prenotare un appuntamento, è sufficiente cliccare qui!

Fibromialgia: i benefici del trattamento osteopatico

fibromialgia

La fibromialgia è una patologia cronica le cui origini sono ancora sotto indagine da parte della medicina. Si tratta di una malattia complessa che può influenzare negativamente la routine quotidiana, su cui, però, l’osteopata può intervenire con il suo trattamento per procurare sollievo al paziente. I sintomi della fibromialgia la rendono una malattia difficile da comprendere ed individuare in fase di diagnosi. Nello specifico, questa patologia, che sembra essere di natura reumatica, provoca dolore diffuso in tutto il corpo, rigidità muscolare e costanti debolezza e stanchezza immotivate. È proprio negli ultimi anni che la medicina ha iniziato a sviluppare un determinato percorso di diagnosi per riconoscere la presenza di questo disturbo cronico. Non risultando formalmente presenti alterazioni dei valori a livello di diagnosi in laboratorio, la diagnostica si basa principalmente di esami specifici basati sulla stimolazione tramite digipressione delle aree doloranti. Queste parti del corpo sono, che in condizioni normali di salute non dovrebbero essere dolenti, sono indicate nei pazienti affetti da fibromialgia con il nome di “tender points”. Questa patologia, i cui casi riguardano per il 90% pazienti femminili, sembra essere diffusa in relazione a condizioni di stress, traumatiche o attività lavorative ripetitive. L’osteopatia come cura Dal punto di vista scientifico, la fibromialgia può essere considerata un’alterazione percettiva a livello del sistema nervoso centrale. Gli stimoli che arrivano alle terminazioni nervose sono percepiti in modo anomalo proprio a causa delle loro alterazioni. Una cura in grado di portare sollievo al cliente, nella tutela della sua salute fisica e mentale, può essere proprio l’osteopatia. Nel dettaglio, è la terapia cranio-sacrale che, interagendo con il sistema nervoso centrale, può offrire benefici permettendo di abbassare le soglie di iperattività neurovegetativa. Quindi, grazie alla corretta stimolazione di particolari punti, viene ripristinato l’equilibrio interno responsabile del rilassamento muscolare. Per avere informazioni specifiche e prenotare un appuntamento con il Dr. Carollo cliccate qui!

La terapia cranio-sacrale per anziani

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La terapia cranio-sacrale è una pratica molto utilizzata in grado di offrire ai pazienti tantissimi vantaggi. È perfetta anche nel trattamento delle patologie scheletriche che coinvolgono un alto numero di anziani. Scopriamo insieme come. La terapia cranio-sacrale si basa sulla manipolazione di quello che viene definito, appunto, sistema cranio-sacrale. Il suo equilibrio è fondamentale per lo svolgimento di tutte le funzioni del nostro organismo: dall’apparato muscolare al sistema immunitario. Questo è formato dall’insieme di apparati relativi al cervello e al midollo spinale. Il fulcro del sistema è dato, infatti, dalle membrane cerebrali e dal liquido spinale. Un aiuto per le patologie scheletriche senili Le patologie scheletriche senili sono una problematica che compare con frequenza con l’avanzare dell’età. Sono numerosi gli anziani che devono convivere con le conseguenze spiacevoli che compromettono la loro qualità della vita, fino a rendere complicate anche le più semplici attività della routine quotidiana. La terapia cranio-sacrale è particolarmente indicata nel trattamento dei dolori alla schiena e in caso di principio di artrosi, costituendo un valido aiuto per alleviare sintomi e offrire sollievo dai dolori cronici. Con la manipolazione è possibile intervenire sul funzionamento ritmico del sistema cranio-sacrale, permettendo così un ripristino del naturale equilibrio delle funzioni dell’organismo. È proprio il ritmo il motore del sistema e se questo subisce variazioni e squilibri si possono avere conseguenze davvero spiacevoli a livello fisico. Le patologie scheletriche che insorgono con la vecchiaia sono molto spesso dovute ad alterazioni delle funzioni cranio-sacrali. Questo trattamento, effettuato da un professionista esperto, è in grado di stimolare i naturali meccanismi auto-guaritivi dell’organismo, così da stimolare il corpo ad un’autoguarigione e a reagire positivamente alle patologie croniche tipiche delle persone anziane. Ovviamente prima di poter procedere con la manipolazione è necessario effettuare una valutazione approfondita del paziente e della sua mobilità, prendendo in considerazione la presenza di altre eventuali patologie. Se siete interessati a prenotare un appuntamento presso lo studio del Dr. Carollo non dovete fare altro che cliccare qui!

Insonnia: come l’osteopatia può esserci d’aiuto

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L’insonnia rappresenta uno dei più diffusi disturbi del sonno. Notti insonni e difficoltà nel riposare possono rendere difficili le più banali attività quotidiane. Come può esserci d’aiuto l’osteopatia? Vediamolo insieme. L’insonnia è un disturbo del sonno che si lega alla mancata capacità di dormire nonostante il bisogno e la richiesta da parte dell’organismo di questo necessario bisogno fisiologico. All’insonnia si legano innumerevoli sintomi quali astenia, irritabilità, difficolta legate all’apprendimento e alle capacità mnemoniche nonché una stanchezza diffusa. L’alterazione del naturale ciclo del sonno, soprattutto se cronica, è piuttosto problematica e può essere causata dalle più svariate motivazioni. Oltre che ad alcune motivazioni psicologiche, l’insonnia può avere origini legate alle funzioni dei diversi apparati: proprio in questi casi l’osteopatia può fornirci un aiuto essenziale. L’approccio osteopatico ai disturbi del sonno Trattare l’insonnia grazie all’osteopatia permette di affrontare un ampio numero di casi di tipo primario, dove il disturbo non trova cause note. L’approccio osteopatico permette infatti una soluzione di tipo olistico e globale sull’intero organismo, posta a migliorare le intere condizioni di equilibrio del nostro corpo. Una adeguata anamnesi delle condizioni del paziente e del suo caso di insonnia, può portare a spingere verso un percorso terapeutico in grado di eliminare possibili barriere fisiche capaci di generare tensioni. Il rilassamento del tono muscolare svolge un ruolo fondamentale nel trattamento della maggior parte dei pazienti affetti da queste problematiche. Quando parliamo di “rilassamento”, intendiamo una distensione del sistema muscolare in grado di coinvolgere – fino in profondità – il sistema delle fasce e quelli connettivi ad essa legati. Agire con una terapia osteopatica implica quindi una azione diretta su tutte quelle potenziali cause biodinamiche in grado di generare insonnia. Questo approccio meccanicista permette di affrontare in maniera efficace tutte quelle problematiche di tipo funzionale, che sono alla base dell’insonnia. Si tratta molto spesso di problematiche difficilmente trattabili e individuabili tramite i sistemi diagnostici tradizionali ma che se adeguatamente affrontate garantiscono un netto miglioramento delle condizioni del paziente. La terapia osteopatica si occupa quindi di eliminare queste tensioni funzionali e riequilibrare il tono neurovegetativo del corpo del paziente. L’azione diretta sul sistema cranio-sacrale permette di individuare ed eliminare eventuali compressioni. il riequilibrio del sistema fasciale permette, invece, di eliminare eventuali rigidità. Il sistema fasciale funziona, infatti, come una vera e propria impalcatura per la struttura dell’organismo. Se sei interessato a saperne di più e desideri prendere un appuntamento per valutare il tuo problema, clicca qui!

Stress: come combatterlo con l’osteopatia

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Il nostro benessere quotidiano è sempre più minacciato dallo stress: tensioni di tipo fisico, produttività ridotta e attacchi d’ansia sembrano compromettere il normale svolgimento delle nostre giornate. Può esserci utile l’osteopatia per combattere questi problemi? La risposta è sì! Lo stress rappresenta una delle reazioni naturali che il nostro organismo produce in seguito a una sua stimolazione esterna. Questo genere di reazioni si manifestano in seguito a una mancanza di equilibro fra i fattori esterni e quelle che sono le risorse di reazione dell’individuo. Lo stress nasce in seguito all’incapacità di ristabilire un equilibrio interno al cambio dei cosiddetti fattori di stress, gli stressors. Sindromi da stress possono essere di tipo fisiologico ma molto spesso presentare risvolto cronico patologici in grado di riguardare l’ambito della psicosomatica. Alterazioni dell’equilibrio psichico possono portare a veri e propri danni quali attacchi d’ansia, irritabilità ma anche spossatezza e abbassamento delle difese immunitarie. Le implicazioni dello stress a livello endocrino possono portare a una secrezione alterata degli ormoni responsabili della gestione delle più basilari funzioni umani. I danni da stress possono essere quindi anche fisici oltre che psicologici. Questo insieme di fattori porta il paziente a comportamenti spesso sbagliati dovuti a abitudini scorrette che si perpetuano per via dello stress. L’aiuto dell’osteopata Il compito dell’osteopata è proprio quello di permettere al paziente di ritrovare il suo equilibrio. Si tratta di un percorso fondamentale per ripristinare la qualità del proprio equilibrio psico-fisico e soprattutto per imparare, fisiologicamente, come gestire l’aumento improvviso degli stressors quotidiani. È comune il presentarsi di tensioni muscolari in pazienti che presentano un alto livello di stress. Su tutti, dolori intensi a spalle e cervicale molto spesso sono correlati ad abitudini scorrette ma anche a un peso emotivo dello stress. Tecniche di trattamento osteopatico quali manipolazione e esercizi di stretching possono essere utili per alleviare questo genere di problematiche La manipolazione si rende utile anche in casi di attacchi d’ansia, dovuti a una respirazione corta. Migliorare la mobilità di diaframma e sistema costale permette gradualmente di agire a livello di tensioni muscolari per riportare l’organismo al suo corretto funzionamento. Nel complesso, l’osteopatia si focalizza quindi agendo a livello del sistema parasimpatico e simpatico, che si occupano direttamente delle secrezioni ormonali atte a regolare un corretto funzionamento dell’organismo! Se vuoi saperne di più o desideri prenotare una seduta, clicca qui!