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Sindrome da stanchezza cronica: cosa può fare l’osteopatia

La sindrome da stanchezza cronica, conosciuta anche come Encefalomielite Mialgica (ME/CFS), è una condizione complessa caratterizzata da una profonda sensazione di affaticamento persistente che non migliora con il riposo e può peggiorare dopo sforzi fisici o mentali.

Questo disturbo può influenzare significativamente la qualità della vita del paziente, interferendo con le normali attività quotidiane, il lavoro e le relazioni sociali.

Sebbene le cause precise non siano ancora completamente comprese, negli ultimi anni la ricerca scientifica ha ipotizzato un coinvolgimento di diversi fattori, tra cui alterazioni del sistema immunitario, disfunzioni neurologiche e meccanismi infiammatori.

In questo contesto, l’osteopatia può rappresentare un approccio complementare utile nella gestione di alcuni sintomi associati alla sindrome da stanchezza cronica, soprattutto quelli legati a tensioni muscolari, dolore e disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico.


Cos’è la sindrome da stanchezza cronica

La ME/CFS (Myalgic Encephalomyelitis / Chronic Fatigue Syndrome) è una patologia complessa e multifattoriale che provoca una stanchezza profonda e persistente non spiegabile da altre condizioni mediche.

Secondo i criteri clinici più utilizzati, il disturbo può manifestarsi con diversi sintomi, tra cui:

  • affaticamento persistente e debilitante

  • dolori muscolari diffusi

  • dolori articolari

  • disturbi cognitivi (concentrazione ridotta, “brain fog”)

  • sonno non ristoratore

  • peggioramento dei sintomi dopo attività fisica o mentale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la sindrome da stanchezza cronica come malattia neurologica.

Le cause esatte rimangono ancora oggetto di studio, ma diverse ricerche suggeriscono una possibile combinazione di fattori:

  • infezioni virali

  • alterazioni immunitarie

  • disfunzioni del sistema nervoso autonomo

  • squilibri ormonali

  • fattori genetici o ambientali

PubMed:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33091189/


Il ruolo dell’osteopatia nella gestione dei sintomi

L’osteopatia è una disciplina sanitaria basata sulla terapia manuale che mira a migliorare la funzionalità del sistema muscolo-scheletrico e a favorire l’equilibrio del corpo.

Nel contesto della sindrome da stanchezza cronica, l’obiettivo del trattamento osteopatico non è curare direttamente la patologia, ma contribuire alla gestione di alcuni sintomi, come dolore muscolare, rigidità e tensioni posturali.

Attraverso tecniche manuali specifiche, l’osteopata può lavorare su diversi aspetti:

  • riduzione delle tensioni muscolari

  • miglioramento della mobilità articolare

  • ottimizzazione della funzione respiratoria

  • supporto all’equilibrio del sistema nervoso autonomo

Alcuni studi suggeriscono che la terapia manuale possa influenzare positivamente la regolazione del sistema nervoso autonomo, coinvolto nella gestione dello stress e nella risposta fisiologica dell’organismo.

PubMed:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31224580/


Osteopatia e sistema nervoso autonomo

Uno degli aspetti più studiati nella sindrome da stanchezza cronica riguarda il possibile coinvolgimento del sistema nervoso autonomo, che regola funzioni fondamentali come:

  • frequenza cardiaca

  • respirazione

  • digestione

  • risposta allo stress

In molti pazienti con ME/CFS sono state osservate alterazioni dell’equilibrio tra il sistema simpatico e il sistema parasimpatico.

Alcune tecniche osteopatiche possono contribuire a migliorare la mobilità delle strutture coinvolte nella regolazione neurovegetativa, come:

  • colonna cervicale e dorsale

  • diaframma

  • gabbia toracica

Questo approccio può favorire una migliore integrazione tra sistema nervoso e sistema muscolo-scheletrico.


Approccio multidisciplinare nella sindrome da stanchezza cronica

La gestione della sindrome da stanchezza cronica richiede generalmente un approccio multidisciplinare, che può includere diversi professionisti sanitari.

Tra gli interventi più utilizzati troviamo:

  • supporto medico specialistico

  • terapia farmacologica per il controllo dei sintomi

  • terapia cognitivo-comportamentale

  • programmi di attività fisica graduale

  • strategie di gestione dello stress

L’osteopatia può inserirsi all’interno di questo percorso come supporto per migliorare il comfort muscolare e la mobilità del paziente.

È importante ricordare che ogni paziente presenta una manifestazione clinica diversa, per cui il percorso terapeutico deve essere personalizzato.


Stile di vita e strategie utili

Oltre agli interventi terapeutici, alcune strategie quotidiane possono contribuire a migliorare la gestione dei sintomi della sindrome da stanchezza cronica.

Tra queste:

  • mantenere una routine regolare di sonno

  • ridurre situazioni di stress prolungato

  • svolgere attività fisica moderata e progressiva

  • seguire un’alimentazione equilibrata

  • limitare consumo di caffeina e alcol

Queste strategie possono aiutare il paziente a migliorare la qualità della vita e a ridurre l’impatto dei sintomi.


Conclusione

La sindrome da stanchezza cronica è una condizione complessa che richiede una gestione attenta e multidisciplinare.

Sebbene non esista ancora una terapia definitiva, diversi approcci terapeutici possono contribuire al miglioramento dei sintomi e della qualità della vita.

L’osteopatia può rappresentare un supporto complementare, utile per affrontare tensioni muscolari, rigidità articolari e disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico spesso presenti nei pazienti con questa sindrome.

Una valutazione osteopatica può quindi aiutare a individuare eventuali squilibri funzionali e contribuire alla gestione globale del benessere del paziente.


Il Dott. Alessandro Carollo riceve presso le sedi di Roma Nord e Milano Centro, occupandosi di problematiche della colonna vertebrale come disturbi cervicali, lombari e muscolo-scheletrici.

Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare lo studio o scrivere a dott.carollo@gmail.com.

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Scopri di più nella pagina dedicata all’osteopata a Roma, dove vengono spiegati nel dettaglio l’approccio clinico e le principali condizioni trattate.