Borsite: come l’osteopatia può essere un aiuto

La borsite è un’infiammazione che colpisce una o più strutture sierose contenti liquido sinoviale, le borse, le quali svolgono un ruolo di cuscinetto fra muscoli e articolazioni. Vediamo ora come l’osteopatia può agire a riguardo Esistono vari tipi di borsite, essendo circa 160 le “borse” all’interno del corpo umano, Una delle infiammazioni più comuni sembra riguardare la borsa troncanterica dell’anca, colllocata fra femore e fascia ileo-tibiale nella quale si inserisce il muscolo grande gluteo. La sintomatologia per questa patologia è caratterizzata da un forte dolore nella zona laterale della coscia che si aggrava alla palpazione, comune è anche il dolore al movimento e una accentuata difficoltà a distendersi sulla zona interessata. La borsite può essere emorragica se presenta versamenti di sangue all’interno. Comune questa accezione nei casi in cui la patologia sia causata da traumi e colpi La diagnosi avviene tramite Rx per escludere la presenza di osteofiti, causa d’infiammazione e tramite ecografia si può evidenziare alterazioni al tessuto muscolo-tendineo Le cure per questo tipo di patologia vedono l’utilizzo di anti-infiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore e riposo dalle attività fisica. In alcuni casi, invece, può essere necessario effettuare infiltrazioni o l’utilizzo di cortisonici Il trattamento dell’osteopata Il trattamento osteopatico prevede un naturale e graduale processo per riequilibrare e alleggerire tutte quelle strutture corporee che hanno favorito la comparsa di una borsite. Si procede quindi a valutare una possibile dismetria degli arti ed eventuali appoggi podalici scorretti in grado di provocare l’infiammazione del sistema piede-caviglia-ginocchio-anca. Un problema posturale può essere corretto tramite specifiche operazioni per riequilibrare il bacino. Qualora il dolore e l’infiammazione fosse persistente, piccoli impacchi di ghiaccio possono aiutare a ridurre l’infiammazione. Se è possibile comprimere l’area è utile l’utilizzo di una fasciatura elastica così da mantenere l’area sollevata per evitare accumulo sanguigno. Se ti interessa un consulto da un esperto per la tua borsite o vuoi ulteriori informazioni, contattami.
Pubalgia: come risolvere il problema con l’osteopatia

La pubalgia è una sindrome da sovraccarico che si manifesta con intensi dolori nella zona pubica, inguinale o dell’interno coscia. Vediamo come l’osteopatia può essere uno strumento utile per individuare le cause della sintomatologia dolorosa e come può porvi rimedio Che cos’è la pubalgia? La pubalgia è un’infiammazione muscolo-tendinea di tipo miointensivo che interessa i punti d’inserzione sull’osso pubico di diversi muscoli. Le cause principali di questa sindrome sono associabili a una serie di microtraumi dovuti all’affaticamento muscolare prolungato o ad altre patologie di tipo muscolare e tendineo. Si tratta di un’infiammazione che può riguardare anche donne in gravidanza per via del marcato rilascio di relaxina, ormone che rende le articolazioni mobili prima del parto. La sintomatologia della pubalgia è associabile a dolori localizzati a livello inguinale e/o dell’interno coscia, marcati al movimento delle zone sopracitate. Il dolore sparisce in seguito al riscaldamento muscolare, per poi acuirsi nei momenti di sollecitazione muscolare. Cosa può fare l’osteopatia L’osteopatia si pone l’obiettivo di risalire alle cause scatenanti dell’infiammazione. Possiamo quindi risalire a due tipi di pubalgia: traumatica o cronica La pubalgia traumatica è dovuta a un trauma diretto che può provocare un movimento a “forbice” del pube, movimento innaturale per i muscoli coinvolti. La pubalgia cronica è dovuta invece a cause molto spesso esterne all’area interessata. La zona pubica è infatti un fondamentale punto di inserzione muscolare che vede operare forze di diverso tipo a livello scheletrico. Si tratta inoltre di una zona occupata da diverse strutture viscerali quali vescica e utero o prostata. È fondamentale quindi che un esperto si occupi di una diagnosi specifica riguardo al paziente. Un percorso osteopatico su misura può rappresentare un’ottima scelta per porre rimedio a una patologia fastidiosa e molto spesso invalidante quale la pubalgia Si tratta di un percorso su misura, cucito sul paziente, in grado di identificare tipologie e cause dell’infiammazione. Il trattamento non si limita ad alleviare, inizialmente, e risolvere la pubalgia ma è mirato a uno stato di mantenimento di salute del cliente per prevenire potenziali ricadute Se vuoi ulteriori informazioni o sei interessato a prenotare una serie di sedute, clicca qui.
Sedentarietà e lavoro d’ufficio: l’osteopatia come risposta

Chi svolge un lavoro d’ufficio trascorre la maggior parte del proprio tempo sul posto di lavoro seduto, l’osteopatia è la risposta agli spiacevoli inconvenienti dovuti alla prolungata sedentarietà. Non è facile mantenere una postura corretta davanti al PC e in qualche modo è necessario adattare il lavoro d’ufficio alla nostra persona. Grazie a piccoli accorgimenti possiamo ridurre in maniera importante le potenziali problematiche muscolo-scheletriche derivanti da una postura scorretta e dalla sedentarietà. Mal di schiena e mal di collo infatti sono le prime avvisaglie della cattiva postura che possiamo assumere durante l’attività lavorativa. Una posizione fisiologicamente scorretta determina una contrazione muscolare prolungata di solo pochi gruppi muscolari, che porta alla compressione dei vasi sanguigni, con difficoltà nella circolazione. Ripetere le stesse azioni o mantenere queste posizioni porta a un fisiologico sovraccarico delle strutture muscolari, tendinee e nervose che tende a favorire l’insorgere di dolore e infiammazioni. Cosa possiamo fare quindi nel concreto contro i dolori causati da sedentarietà e posture scorrette sul luogo di lavoro? Sono numerosi gli studi che dimostrano come una maggiore attenzione per l’ergonomia del proprio luogo di lavoro possano avere una ricaduta positiva sul nostro fisico. È importante poter regolare nel proprio ufficio la propria seduta in modo da avere i piedi ben poggiati a terra; questo permetterà di avere le gambe perpendicolari al terreno e le ginocchia flesse a 90° evitando così problemi vascolari agli arti inferiori. La profondità della seduta dovrebbe permettere di aderire bene con la schiena allo schienale senza che la parte anteriore tocchi la parte posteriore delle ginocchia. Il piano di lavoro inoltre dovrebbe essere dell’altezza adeguata ad evitare un incurvamento in avanti, causa di un potenziale stress per schiena e collo e la strumentazione sufficientemente vicina in modo da evitare posizioni innaturali. I polsi poggiati alla scrivania dovrebbero rimanere diritti, sulla naturale prosecuzione degli avambracci, evitando flessione o rotazioni di alcun tipo. Ciò permette di evitare fastidiosi problematiche quali tendiniti. Schermi e monitor infine dovrebbero trovarsi all’altezza degli occhi, davanti a noi, così da evitare di lavorare in posizioni innaturali con il collo in rotazione. Una postura corretta in ufficio e davanti ad un pc è quindi di fondamentale importanza per evitare stanchezza e dolore alla zona lombare e cervicale. Qualora queste problematiche siano già insorte, un trattamento osteopatico può risolvere il mal di schiena definitivamente e alleviare tutti i piccoli dolori dovuti ad una postura scorretta. Contattaci per un consulto professionistico.
Osteopatia: i sintomi più comuni da curare con il trattamento osteopatico

L’osteopatia, come noto, può curare tantissime patologie, anche molto differenti tra di loro. Ma quali sintomi si possono curare nel dettaglio? Osteopatia L’osteopatia è in grado di curare molte patologie senza dover per forza ricorrere all’uso dei farmaci. Le pratiche osteopatiche sono utilizzate da moltissimi anni. Le tecniche applicate dall’osteopata, nonostante possano essere differenti tra loro, si basano su manipolazioni fisiche sotto forma di trazioni, massaggi oppure stretching. Questi vanno ad agire sulle ossa, ma anche sui muscoli, sui vasi sanguigni e sulle articolazione. Le pratiche che l’osteopatia utilizza sono vaste e complesse, ma permettono di intervenire senza dover prendere dei farmaci, dover seguire particolari diete, interventi diretti di genere chirurgico. Per ciò che riguarda i sintomi che possono essere curati con l’osteopatia, vogliamo ricordarne principalmente sette: i dolori al collo, i problemi di postura, i dolori alla parte bassa della schiena, infortuni legati alle pratiche sportive, dolori alle spalle, problemi al bacino ed alle gambe, problematiche di artrite. I dolori alla parte bassa della schiena possono avere varie origini, tra cui una scorretta postura a lavoro, oppure nello studio. Anche il periodo della gravidanza può essere una causa scatenante: a tal proposito, abbiamo già detto come le donne in stato interessante possano beneficiare dei trattamenti osteopatici in tutta sicurezza. Tante persone si rivolgono a questi specialisti anche in caso di dolori per traumi sportivi. Pensiamo, ad esempio, ad un eccessivo allenamento (chiamato anche overtraining). Questo va ad infiammare articolazioni, cartilagini e tendini, che entrano in sofferenza. Ancora, i dolori alle spalle sono di varia origine, ma possono essere facilmente eliminati attraverso alcune sedute osteopatiche. Ancora, molte persone si rivolgono all’osteopatia per problemi al bacino, oppure alle gambe. Che dipendano da forti traumi, da difetti di dentizione o da cause congenite, risultano essere tra le problematiche più facilmente risolvibili da parte dell’osteopata. Infine, vogliamo anche annoverare l’artrite, malattia che colpisce spesso le mani è spesso trattata dagli osteopati per rallentarne lo sviluppo e diminuirne il dolore e la ridotta mobilità.
Scoliosi: come curarla al meglio con il trattamento osteopatico

Il trattamento osteopatico può essere utile per allontanare il mal di schiena e altri disturbi, come ad esempio la scoliosi. La scoliosi è una problematica legata alla colonna vertebrale, che si può migliorare attraverso il trattamento osteopatico. Recarsi dall’osteopata, come noto, può risolvere molti problemi legati ad esempio al mal di schiena. La scoliosi si forma prevalentemente durante la fase della crescita, anche se esistono casi di scoliosi infantile. Vi sono, in ogni caso, dei fattori che ne predispongono l’insorgenza come, ad esempio, traumi, infezioni, posture scorrette e protratte nel tempo, vita sedentaria e molto altro ancora. Come si comporta l’osteopata nei confronti della scoliosi Prima di iniziare il trattamento, il professionista valuterà l’allineamento tra le spalle, i fianchi, il bacino, il torace e le scapole. Non solo, valuterà anche la lunghezza delle gambe, della colonna vertebrale e della muscolatura paravertebrale, fino ad arrivare alla valutazione della mobilità articolare e all’elasticità muscolo-legamentosa. Terrà, poi, in considerazione la presenza di anomalie della postura: ci può essere, ad esempio, una spalla più alta dell’altra, un’inclinazione e sbilanciamento del bacino, scapole prominenti, inclinazione del capo o di tutta la schiena da un lato solo, fino ad una anomalia nell’appoggio plantare. Una volta valutato tutto questo, l’osteopata utilizza alcune tecniche che dipenderanno dalla gravità della curva della colonna vertebrale e dalla probabilità che questa possa aggravarsi. Egli cercherà di intervenire cercando di riequilibrare le tensioni a livello muscolare, aumentando la mobilità della colonna e mobilizzando al meglio il bacino. Ovviamente, possono esistere casi in cui il trattamento ostepatico per la cura della scoliosi non è sufficiente, ad esempio nel caso di una diagnosi tardiva. Le cure più efficaci sono quelle iniziate in età infantile o dello sviluppo, soprattutto nel caso di scoliosi che derivano da problematiche di tensioni muscolo-scheletriche. E’ bene sapere che possono servire alcune sedute prima di risolvere il problema completamente.
Tecniche muscolo-scheletriche in osteopatia: che cosa sono

In osteopatia le tecniche muscolo-scheletriche sono molto utilizzate per trattare diverse problematiche. In cosa consistono le tecniche muscolo-scheletriche Le tecniche muscolo-scheletriche, con quelle viscerali, mio-fasciali e craniali sono le procedure più utilizzate in osteopatia. Andiamo alla scoperta delle tecniche muscolo-scheletriche: che cosa servono e quali disturbi possono curare? Si tratta di tecniche che servono a curare dei disturbi come il mal di schiena o il mal di collo, così come i dolori articolari, muscolari oppure quelli scheletrici. Lo scopo è quello di restituire al paziente il naturale movimento dei segmenti corporei, che è stato momentaneamente perso. In caso di alterazioni di mobilità delle strutture, viene quindi ripristinato il corretto funzionamento della struttura muscolare, di quella ossea e di quella articolare. E’ chiaro che, in collaborazione con l’osteopata, può essere utile il supporto di altre figure come l’ortopedico, il fisioterapista, oppure il fisiatra. La procedura osteopatica Il professionista riporta la mobilità perduta al paziente riassettando le articolazioni nella corretta posizione e permettendo così il recupero della mobilità articolare. Questo è possibile indirizzando movimenti precisi e rapidi nel punto esatto dove c’è l’area dolorante. E’ proprio il ricorso alla precisione e alla rapidità nella manipolazione che permettono di risolvere le problematiche in poco tempo. A tal proposito, vogliamo ricordare che esiste ed è molto usata una tecnica chiamata thurst. Si tratta di una procedura che usa delle forze ad altissima velocità e a ridotta ampiezza. In questo modo, si può ripristinare in modo rapido la mobilità della struttura ossea ed articolare permettendo una liberazione delle tensioni e dai dolori. Altre tecniche strutturali, invece, servono a muovere le articolazioni e vanno a manipolare, a distendere e a premere i muscoli, per farli rilassare e riequilibrare al meglio.

