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Cicatrici: può l’osteopatia essere una soluzione?

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Innumerevoli sono le cause che possono portare alla comparsa di cicatrici ma cosa sono nello specifico? Si tratta di vere e proprie ferite dal punto vista funzionale e psicologico, molto spesso tenute in bassa considerazione. Vediamo insieme come l’osteopatia può essere la soluzione. Le cicatrici sono il risultato della guarigione di una ferita. Si tratta di conseguenze reali di lesioni al tessuto connettivo a cui il nostro corpo ha risposto grazie a una serie di meccanismi fisiologici naturali in grado di riparare il danno. Normalmente la maggior parte dei danneggiamenti porta a una completa guarigione ma non è raro che quando la lesione avviene negli strati tissutali più profondi la cicatrice si manifesti problematica e duratura nel tempo. La cicatrizzazione Il naturale processo di cicatrizzazione segue diverse fasi. Si inizia con una fase che potremmo definire infiammatoria, in cui il nostro corpo risponde agli attacchi esterni. Segue la vera e propria “riparazione” dei tessuti dove i lembi della ferita si ricongiungono. Collagene e elastina finiscono quindi di creare la nuova struttura della pelle. Non tutte le cicatrici sono uguali però, molto spesso possono infatti incorrere problematiche nella fase riparativa che possono provocare una mancata chiusura stabile della ferita o limitare la mobilità dell’area interessata. Il ruolo dell’osteopatia nella cura delle cicatrici I danni più profondi che riguardano molto spesso strutture muscolari o viscerali sono molto spesso invalidanti sul lungo periodo. La pelle inoltre rappresenta l’organo di senso per eccellenza! Un suo danneggiamento può compromettere il corretto funzionamento dell’asse neurologico che porta le informazioni sensitive al sistema nervoso centrale. Il trattamento osteopatico si rende quindi necessario per ristabilire l’ordine naturale delle funzioni sensitive e di mobilità delle zone interessate dalle lesioni. Si tratta di lavorare non solo sulle limitazioni meccaniche ma anche di ristabilire le connessioni fra il sistema nervoso centrale e la pelle, organo di senso. Una anamnesi efficiente, adeguati esercizi e la manipolazione osteopatica permettono un efficiente azione per contrastare questo genere di problematiche molto spesso sottovalutate. Se sei quindi interessato ad avere ulteriori informazioni o a fissare un appuntamento, clicca qui.

Fascite plantare: come superare il dolore con l’osteopatia

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La fascite plantare è una infiammazione della banda fibrosa che collega tutta la base plantare del piede. Vediamo insieme con quali tecniche osteopatiche è possibile trattare questo spiacevole fastidio La fascia plantare ha un ruolo importantissimo all’interno del piede, essa lo sostiene infatti nella sua interezza mantenendo una adeguata posizione curva necessaria per il normale funzionamento dell’arto. Se infatti troppo “lunga” la fascia plantare genera notevoli problemi: il cosiddetto piede piatto. La funzione della fascia plantare si completa nell’ammortizzare naturalmente gli urti al terreno grazie a una apposita fascia adiposa che la ricopre a cui trasmette elasticità. Il funzionamento compromesso della fascia dovuto a cause infiammatorie è quindi definibile fascite plantare. Cause e fattori della fascite plantare Diverse e disparate possono essere le cause di questa infiammazione. Si tratta molto spesso di una perdita di elasticità dovuta all’età del paziente che inevitabilmente si trova a fronteggiare questa fastidiosa patologia. Altri motivi possono essere legati alla quotidianità: l’utilizzo di calzature inadeguate o specifiche calzature infortunistiche può aumentare l’incidenza di questa infiammazione. Stress e sovrappeso possono inoltre rappresentare ulteriori cause scatenanti per la fascite plantare. Si tratta di una patologia connotata da un intenso dolore che si presenta in maniera crescente. La stimolazione della fascia plantare infiammata fa sì che il dolore possa presentarsi saltuariamente in diverse occasioni di sforzo prolungato. È giusto non sottovalutare una fascite plantare poiché sul lungo periodo può rappresentare un fastidio invalidante nella vita di tutti i giorni. Il trattamento Il trattamento osteopatico è strettamento collegato alla valutazione dell’osteopata della meccanica complessiva del plantare interessato da questa patologia. Una volta individuata la problematica nelle sue specifiche si procederà a un intervento di specifiche tecniche ortopediche e a una successiva riabilitazione tramite esercizi. Si tratta di operazioni in grado di diminuire il dolore in breve e tempo e di portare l’arto alle sue funzioni normali grazie a un ciclo di manipolazione-esercizio in grado di svilupparsi su una durata più ampia Se credi di soffrire di fascite plantare e vuoi fissare un appuntamento, clicca qui!

Il gomito del tennista: come curarlo con l’osteopatia

gomito del tennista - dr.carollo - osteopata

Il gomito del tennista può essere una presenza fastidiosa, caratterizzato da un intenso dolore, molto spesso può rappresentare un ostacolo notevole nelle normali attività quotidiane. Vediamo insieme come curarlo con un trattamento osteopatico Che cos’è? L’epicondilite o gomito del tennista è un processo degenerativo tendineo localizzato nell’area del gomito. Si tratta di una patologia che colpisce i tendini che si inseriscono sull’epicondilo laterale, per questo parliamo di epicondilite. È corretto precisare che oggi, grazie agli ultimi studi scientifici, si è scoperta una preponderanza dei processi di degenerazione a carico dei tendini coinvolti piuttosto che una loro infiammazioni. Si tratta di una patologia più complessa rispetto a una normale infiammazione poiché vede innumerevoli modificazioni nel funzionamento dei tendini, molto spesso dovute alla presenza di mediatori chimici del dolore quali la calcitonina. Possiamo quindi escludere correlazioni fra il gomito del tennista e eventi di natura traumatica quanto più dobbiamo pensare a un anomalo “consumarsi” dei tendini dell’epicondilo. Le cause del gomito del tennista Escluse botte ed eventi traumatici, vi sono sono alcune anomalie nella struttura muscolo-scheletrica che possono influire sul gomito. Si tratta molto spesso di disfunzioni funzionali dell’articolazione stessa del gomito oppure che riguardano la colonna vertebrale nella zona cervico-dorsale. Non sono da escludere disturbi viscerali (stomaco o fegato) o l’influenza di problematiche posturali. Senz’altro si tratta di un disturbo comune agli sportivi – non è casuale il nome di gomito del tennista- dove molto spesso rappresenta un vero e proprio flagello per la carriera dei professionisti La cura osteopatica Oltre ai trattamenti terapeutici farmacologici è utile affidarsi alle mani di un osteopata. Una adeguata manipolazione è efficace nell’eliminare le restrizioni che limitano il movimento delle vertebre toraciche e cervicali, consequenzialmente del gomito. Si ritrova così il giusto equilibro funzionale, ritornando in una posizione neutra che evita la rotazione interna del braccio. Il rilascio muscolare risulta davvero fondamentale nella riabilitazione. Se desideri ulteriori informazioni o ti interessa fissare un appuntamento per un trattamento, clicca qui.

Bruxismo: sintomi e trattamenti

Buxismo e osteopatia

Il bruxismo è uno spiacevole problema che sembra colpire una sempre più ampia fascia della popolazione globale, vediamo insieme i sintomi e come intervenire grazie a un trattamento osteopatico Il bruxismo è un’attività motoria che consiste nel digrignamento dei denti dovuto a una forte contrazione della muscolatura masticolatoria, soprattutto durante il sonno. Si tratta di una parafunzione poiché il movimento non ha alcuna utilità (quale la masticazione) ma anzi, in questo caso, può rappresentare un vero e proprio problema per la nostra salute. Spesso il bruxismo è accompagnato da rumori, provocati dallo stridere dei denti per via dell’innaturale serraggio della mandibola. Tipi di Bruxismo Il bruxismo notturno è senz’altro quello più diffuso. Si tratta di un disturbo che colpisce l’8% dell’intera popolazione mondiale. Possiamo differenziare le tipologie in base al periodo in cui esso si verifica, nello specifico se in caso di veglia o durante il sonno. Il bruxismo può essere idiopatico ossia le cause apparenti di tale sintomatologia possono essere sconosciute così come può essere causato da malattie o farmaci L’attività motoria del bruxismo può essere divisa in due tipologie: tonica o fasica. La contrazione tonica è una contrazione muscolare in grado di durare per più di due secondi, quindi prolungata nel tempo. L’attività di tipo fasico invece è breve e cadenzata. Le contrazioni durano meno di due secondi e sono solitamente consecutive. Solitamente è proprio l’attività fasica ad essere prepondernte nella maggior parte dei pazienti, ad eccezione di coloro che soffrono di bruxismo da veglia. Rimedi Il trattamento osteopatico è in grado di agire sulla serie di meccanismi neurofisiologici che solitamente provocano il bruxismo. L’osteopata tramite la manipolazione andrà ad agire su tutta la muscolatura masticatoria così da ridurne l’attività. Successivamente si occuperà delle zone periferiche coinvolte nelle attività di questa patologia, quali l’area cranica (Sistema Nervoso Autonomo) e la regione cervicale per aumentare la risposta parasimpatica del paziente. Se ti interessa saperne di più o sei interessato a un consulto professionale, contattaci!

Borsite: come l’osteopatia può essere un aiuto

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La borsite è un’infiammazione che colpisce una o più strutture sierose contenti liquido sinoviale, le borse, le quali svolgono un ruolo di cuscinetto fra muscoli e articolazioni. Vediamo ora come l’osteopatia può agire a riguardo Esistono vari tipi di borsite, essendo circa 160 le “borse” all’interno del corpo umano, Una delle infiammazioni più comuni sembra riguardare la borsa troncanterica dell’anca, colllocata fra femore e fascia ileo-tibiale nella quale si inserisce il muscolo grande gluteo. La sintomatologia per questa patologia è caratterizzata da un forte dolore nella zona laterale della coscia che si aggrava alla palpazione, comune è anche il dolore al movimento e una accentuata difficoltà a distendersi sulla zona interessata. La borsite può essere emorragica se presenta versamenti di sangue all’interno. Comune questa accezione nei casi in cui la patologia sia causata da traumi e colpi La diagnosi avviene tramite Rx per escludere la presenza di osteofiti, causa d’infiammazione e tramite ecografia si può evidenziare alterazioni al tessuto muscolo-tendineo Le cure per questo tipo di patologia vedono l’utilizzo di anti-infiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore e riposo dalle attività fisica. In alcuni casi, invece, può essere necessario effettuare infiltrazioni o l’utilizzo di cortisonici Il trattamento dell’osteopata Il trattamento osteopatico prevede un naturale e graduale processo per riequilibrare e alleggerire tutte quelle strutture corporee che hanno favorito la comparsa di una borsite. Si procede quindi a valutare una possibile dismetria degli arti ed eventuali appoggi podalici scorretti in grado di provocare l’infiammazione del sistema piede-caviglia-ginocchio-anca. Un problema posturale può essere corretto tramite specifiche operazioni per riequilibrare il bacino. Qualora il dolore e l’infiammazione fosse persistente, piccoli impacchi di ghiaccio possono aiutare a ridurre l’infiammazione. Se è possibile comprimere l’area è utile l’utilizzo di una fasciatura elastica così da mantenere l’area sollevata per evitare accumulo sanguigno. Se ti interessa un consulto da un esperto per la tua borsite o vuoi ulteriori informazioni, contattami.

Pubalgia: come risolvere il problema con l’osteopatia

pubalgia

La pubalgia è una sindrome da sovraccarico che si manifesta con intensi dolori nella zona pubica, inguinale o dell’interno coscia. Vediamo come l’osteopatia può essere uno strumento utile per individuare le cause della sintomatologia dolorosa e come può porvi rimedio Che cos’è la pubalgia? La pubalgia è un’infiammazione muscolo-tendinea di tipo miointensivo che interessa i punti d’inserzione sull’osso pubico di diversi muscoli. Le cause principali di questa sindrome sono associabili a una serie di microtraumi dovuti all’affaticamento muscolare prolungato o ad altre patologie di tipo muscolare e tendineo. Si tratta di un’infiammazione che può riguardare anche donne in gravidanza per via del marcato rilascio di relaxina, ormone che rende le articolazioni mobili prima del parto. La sintomatologia della pubalgia è associabile a dolori localizzati a livello inguinale e/o dell’interno coscia, marcati al movimento delle zone sopracitate. Il dolore sparisce in seguito al riscaldamento muscolare, per poi acuirsi nei momenti di sollecitazione muscolare. Cosa può fare l’osteopatia L’osteopatia si pone l’obiettivo di risalire alle cause scatenanti dell’infiammazione. Possiamo quindi risalire a due tipi di pubalgia: traumatica o cronica La pubalgia traumatica è dovuta a un trauma diretto che può provocare un movimento a “forbice” del pube, movimento innaturale per i muscoli coinvolti. La pubalgia cronica è dovuta invece a cause molto spesso esterne all’area interessata. La zona pubica è infatti un fondamentale punto di inserzione muscolare che vede operare forze di diverso tipo a livello scheletrico. Si tratta inoltre di una zona occupata da diverse strutture viscerali quali vescica e utero o prostata. È fondamentale quindi che un esperto si occupi di una diagnosi specifica riguardo al paziente. Un percorso osteopatico su misura può rappresentare un’ottima scelta per porre rimedio a una patologia fastidiosa e molto spesso invalidante quale la pubalgia Si tratta di un percorso su misura, cucito sul paziente, in grado di identificare tipologie e cause dell’infiammazione. Il trattamento non si limita ad alleviare, inizialmente, e risolvere la pubalgia ma è mirato a uno stato di mantenimento di salute del cliente per prevenire potenziali ricadute Se vuoi ulteriori informazioni o sei interessato a prenotare una serie di sedute, clicca qui.