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Osteopata e Fisioterapista: cosa cambia davvero?

La distinzione tra osteopata e fisioterapista spesso genera confusione. Sebbene entrambi lavorino nel benessere e nel recupero funzionale del paziente, ci sono differenze sostanziali legali, formative, operative e metodologiche. L’osteopatia è diventata finalmente professione sanitaria in Italia: vediamo nel dettaglio cosa significa, quali sono le differenze e quale figura può essere più adatta a seconda del problema.


Che cos’è l’osteopatia e riconoscimento legale

  • L’osteopatia è una disciplina che utilizza terapia manuale per trattare disfunzioni somatiche, postura, muscoli, articolazioni e fasce, lavorando sugli squilibri funzionali del corpo. Non fa uso di strumenti elettromedicali né di aghi. (www2.unilink.it)

  • Legalmente, è stata riconosciuta come professione sanitaria in Italia tramite la Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) che ha delegato al Governo l’istituzione del profilo professionale dell’osteopata. (isoi.it)

  • Successivamente con il DPR 7 luglio 2021 n. 131, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stato definito il profilo professionale dell’osteopata, con formazione, competenze ed elenco degli interventi consentiti. (aimoedu.it)

  • È riconosciuta come “operatore sanitario” che svolge “interventi di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie, nell’ambito dell’apparato muscolo scheletrico”. (www2.unilink.it)


Formazione e profilo professionale

  • Osteopata: deve avere un titolo universitario o equipollente riconosciuto (laurea triennale in osteopatia o titolo equivalente). Formazione focalizzata su anatomia, fisiologia, biomeccanica, tecniche manipolative, palpazione, diagnosi manuale. (aimoedu.it)

  • Fisioterapista: laurea in fisioterapia, che è già professione sanitaria da tempo. Il percorso include esercizio terapeutico, riabilitazione, uso di fisioterapia strumentale, utilizzo di tecnologie (ultrasuoni, elettroterapia, onde d’urto, ecc.).


Competenze, ambito operativo e metodi

  • Osteopata:

    • Diagnosi palpatoria/manuale: valuta posture, disfunzioni somatiche, tensioni muscolari, rigidità articolari, riequilibrio.

    • Usa solo tecniche manuali non invasive, nessun apparecchio elettromedicale.

    • Approccio globale: considera il corpo come un’unità, cerca la causa primaria del disturbo, non solo il sintomo locale.

    • Interventi di prevenzione e mantenimento della salute, specialmente per disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico.

  • Fisioterapista:

    • Tratta patologie, traumi, recupero post-operatorio, disturbi neurologici e muscolo-scheletrici.

    • Usa esercizi terapeutici, riabilitazione motoria, apparecchiature e fisio-strumenti.

    • Può avere un approccio sia locale che globale, ma spesso focalizzato sull’area danneggiata o sull’obiettivo funzionale (ripristino del movimento, riduzione del dolore, forza).


Differenze legali e limiti

  • Uso del titolo: il titolo di “osteopata professione sanitaria” è ormai legalmente riconosciuto; il DPR 131/2021 stabilisce che si può operare nell’ambito delle professioni sanitarie.

  • Ambiti di intervento: l’osteopata lavora su disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie mediche gravi. Non sostituisce diagnosi mediche. Se ci sono patologie che richiedono terapia medica o chirurgica, il paziente deve essere inviato al medico o ad altro specialista.

  • Collaborazione interprofessionale: osteopata e fisioterapista spesso collaborano, ad esempio dopo traumi o interventi chirurgici, per integrare tecniche manuali e esercizi riabilitativi.


Quando scegliere l’uno o l’altro

  • Fisioterapista: dolore acuto post-trauma, riabilitazione dopo intervento chirurgico, trattamenti neurologici, recupero funzionale con apparecchiature ed esercizi.

  • Osteopata: disturbi cronici, tensioni muscolari ricorrenti, problemi posturali, dolori non legati a traumi recenti, approccio manuale globale.


Evidenze scientifiche

  • Studi mostrano che le tecniche osteopatiche (OMT) possono migliorare dolore lombare e cervicale, ma la qualità delle prove è moderata e spesso limitata nel lungo periodo (PubMed).

  • La fisioterapia ha una base di evidenza clinica più solida, soprattutto per riabilitazione post-chirurgica e neurologica.

  • Entrambe le figure sono utili e spesso complementari.


Conclusione

L’osteopata e il fisioterapista sono professionisti complementari nel campo della salute muscolo-scheletrica. Con il riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria, le differenze legali si sono ridotte, ma rimangono distinzioni in formazione, metodi, strumenti e ambito operativo. La scelta dipende dal tipo di problema e dall’obiettivo del paziente, con frequenti collaborazioni tra le due figure.