Spina calcaneare (entesite calcifica): sintomi, cause e trattamenti efficaci
La spina calcaneare, conosciuta anche come entesite calcifica del calcagno, è una protrusione ossea che si sviluppa nella parte inferiore del tallone, in corrispondenza dell’inserzione della fascia plantare. È causata dall’accumulo di sali di calcio in risposta a microtraumi o tensioni croniche a carico dei tendini che si inseriscono sul calcagno.
1. Definizione e diffusione
La spina calcaneare è classificata come esostosi e può essere sia sintomatica che asintomatica. Studi su soggetti anziani (62-94 anni) indicano una prevalenza fino al 55% in almeno un calcagno [1]. Tale condizione è spesso associata a obesità, artrosi, e dolore cronico al tallone.
2. Meccanismi fisiopatologici: trazione o compressione?
Sono due le teorie principali:
2.1. Ipotesi della trazione
La spina si formerebbe per effetto della trazione cronica esercitata dalla fascia plantare sul periostio del calcagno. Questo stress prolungato indurrebbe il corpo a depositare calcio come risposta adattativa [2].
2.2. Ipotesi della compressione verticale
Altri studi sostengono che la spina derivi da compressione verticale ripetuta del tallone, in particolare nei soggetti con ridotto cuscinetto adiposo plantare o sovrappeso [3]. L’orientamento delle trabecole ossee a sviluppo verticale sembra supportare questa teoria.
3. Sintomi
Dolore puntiforme al tallone, soprattutto nei primi passi al mattino
Sensazione pungente o di bruciore alla base del piede
Irradiazione del dolore lungo l’arco plantare
Peggioramento con carico prolungato o cammino su superfici dure
In molti casi la spina è asintomatica e scoperta incidentalmente tramite radiografia.
4. Diagnosi
Valutazione clinica
L’anamnesi e la palpazione mirata dell’inserzione della fascia plantare sono fondamentali. Il dolore alla pressione diretta è un segnale chiave.
Imaging
Radiografia laterale del piede: mostra la spina calcaneare
Ecografia: utile per valutare la presenza di fascite plantare associata
5. Trattamenti conservativi
5.1 Stretching e plantari
Esercizi di stretching della fascia plantare e dei muscoli del polpaccio sono efficaci nel ridurre la tensione [4]. L’utilizzo di plantari su misura migliora l’appoggio e riduce il dolore.
5.2 Onde d’urto (ESWT)
La terapia con onde d’urto extracorporee ha dimostrato efficacia nel ridurre dolore e disabilità in pazienti con spina calcaneare associata a fascite plantare [5].
5.3 Terapia farmacologica
I FANS e gli analgesici locali possono alleviare i sintomi, ma non trattano la causa biomeccanica.
5.4 Infiltrazioni e radioterapia
Le infiltrazioni di corticosteroidi sono utili in caso di infiammazione acuta, ma l’effetto è temporaneo. Alcuni studi sperimentano la radioterapia a basso dosaggio per i casi resistenti [6].
5.5 Chirurgia (solo nei casi selezionati)
La resezione chirurgica della spina è rara e riservata ai casi cronici refrattari. È preferibile evitare l’intervento se il dolore è controllabile con mezzi conservativi [7].
6. Osteopatia: un approccio funzionale
L’’osteopatia non agisce direttamente sulla spina ossea, ma mira a riequilibrare la biomeccanica del piede e dell’arto inferiore. Questo approccio permette di ridurre la trazione sulla fascia plantare e migliorare la funzione globale del piede.
Trattamenti osteopatici tipici:
Rilascio miofasciale del polpaccio e della fascia plantare
Mobilizzazione delle articolazioni tarsali e tibio-tarsiche
Valutazione e correzione posturale dell’intera catena cinetica
L’osteopatia può integrarsi efficacemente con gli altri trattamenti conservativi. Sebbene manchino studi randomizzati specifici, la logica biomeccanica dell’approccio osteopatico è in linea con le più recenti evidenze funzionali [8].
7. Comportamenti consigliati
Evitare di camminare scalzi su superfici dure
Utilizzare calzature con supporto plantare adeguato
Mantenere un peso corporeo stabile
Applicare ghiaccio localmente nelle fasi dolorose
Evitare sport ad alto impatto finché il dolore persiste
8. Conclusione
La spina calcaneare è una condizione frequente e gestibile, specie se trattata in fase precoce. Le terapie conservative, l’osteopatia e alcune misure comportamentali offrono risultati efficaci e duraturi, riducendo la necessità di ricorrere alla chirurgia.
Bibliografia
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Gerdesmeyer L, et al. Radial extracorporeal shock wave therapy is safe and effective in the treatment of chronic recalcitrant plantar fasciitis: results of a confirmatory randomized placebo-controlled multicenter study. Am J Sports Med. 2008;36(11):2100–9. PubMed
Heyd R, et al. Radiation therapy for painful heel spur: results of a prospective study. Int J Radiat Oncol Biol Phys. 2007;69(3):911–15. PubMed
Davies MS, Weiss GA, Saxby TS. Plantar fasciitis: how successful is surgical intervention? Foot Ankle Int. 1999;20(12):803–7. PubMed
Tozzi P. A critical evaluation of osteopathic techniques in the management of foot disorders. J Bodyw Mov Ther. 2020;24(2):109–114. PubMed
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