Dolori lombari: come eliminarli con l’osteopatia

I dolori lombari, comunemente chiamati anche lombalgia, rappresentano uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi nella popolazione adulta. Secondo diversi studi epidemiologici, circa l’80% delle persone sperimenta almeno un episodio di lombalgia nel corso della propria vita. Questo tipo di dolore può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, limitando le attività quotidiane, il lavoro e l’attività fisica. Tra i vari approcci terapeutici disponibili, l’osteopatia rappresenta una strategia manuale sempre più utilizzata per la gestione del dolore lombare. Ma in che modo il trattamento osteopatico può contribuire ad alleviare la lombalgia? Vediamo quali sono i principali meccanismi e approcci utili Per approfondire cause, sintomi e capire quando è il caso di preoccuparsi, puoi leggere anche la guida completa sul mal di schiena. zzati. Cos’è la lombalgia La lombalgia è un dolore localizzato nella parte inferiore della schiena, generalmente compreso tra la gabbia toracica inferiore e la regione sacrale. Le cause possono essere diverse e spesso multifattoriali. Tra le più comuni troviamo: tensioni muscolari sovraccarichi funzionali posture scorrette ridotta mobilità articolare disfunzioni del bacino stress biomeccanici ripetuti Nella maggior parte dei casi si parla di lombalgia aspecifica, cioè una condizione in cui non è presente una patologia strutturale grave ma un insieme di fattori biomeccanici e funzionali che contribuiscono alla comparsa del dolore. Secondo una revisione scientifica pubblicata su PubMed, la lombalgia rappresenta una delle principali cause di disabilità nel mondo. PubMed:https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32241989/ Il ruolo dell’osteopatia nel trattamento dei dolori lombari L’osteopatia è una disciplina sanitaria basata sulla terapia manuale che si occupa della valutazione e del trattamento delle disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico. Nel caso della lombalgia, l’obiettivo dell’osteopata è individuare eventuali alterazioni della mobilità articolare, tensioni muscolari o squilibri posturali che possono contribuire al dolore. Il trattamento osteopatico può aiutare a: migliorare la mobilità della colonna vertebrale ridurre la tensione muscolare riequilibrare la biomeccanica del bacino migliorare la funzionalità del sistema muscolo-scheletrico Una revisione sistematica ha evidenziato come il trattamento manipolativo osteopatico possa contribuire alla riduzione del dolore e al miglioramento della funzionalità nei pazienti con lombalgia. PubMed:https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33694350/ Approcci osteopatici utilizzati nella lombalgia Il trattamento osteopatico della lombalgia non si basa su una sola tecnica, ma su un insieme di approcci che vengono scelti in base alle caratteristiche del paziente. Tra i modelli più utilizzati troviamo quello neurologico, biomeccanico e circolatorio. Approccio neurologico Uno degli aspetti considerati dall’osteopatia riguarda la relazione tra colonna lombare e regione sacrale. Queste strutture sono strettamente collegate dal punto di vista biomeccanico e neurologico. Una disfunzione a livello del bacino o del sacro può influenzare la mobilità della colonna lombare. Per questo motivo l’osteopata può intervenire su entrambe le regioni per ristabilire un equilibrio funzionale. Tra le tecniche più utilizzate troviamo la Muscle Energy Technique (MET), una tecnica che sfrutta contrazioni muscolari controllate per migliorare la mobilità articolare e ridurre le tensioni muscolari. Approccio biomeccanico L’approccio biomeccanico si concentra sulla mobilità delle articolazioni della colonna vertebrale. Limitazioni di movimento tra le vertebre possono infatti contribuire alla comparsa del dolore lombare. In questi casi l’osteopata può utilizzare diverse tecniche manuali, tra cui: mobilizzazioni articolari tecniche articolatorie tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza (HVLA) Le tecniche HVLA (High Velocity Low Amplitude) sono manipolazioni rapide e precise che possono migliorare la mobilità articolare e ridurre la sensazione di rigidità. Diversi studi suggeriscono che le manipolazioni vertebrali possano influenzare anche la modulazione del dolore attraverso meccanismi neurofisiologici. PubMed:https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28919359/ Approccio circolatorio e miofasciale Un altro modello utilizzato in osteopatia è quello circolatorio, che prende in considerazione il ruolo della microcircolazione e dei tessuti molli. Tensioni nel tessuto connettivo e nelle strutture miofasciali possono contribuire alla comparsa di dolore e rigidità. Attraverso tecniche di rilascio miofasciale e trattamento dei tessuti molli, l’osteopata può favorire: miglioramento della mobilità dei tessuti riduzione delle tensioni muscolari miglioramento della circolazione locale Questo approccio può contribuire a migliorare la funzionalità complessiva della regione lombare. Valutazione globale del paziente Uno dei principi fondamentali dell’osteopatia è l’approccio globale al corpo umano. Il dolore lombare non viene considerato esclusivamente come un problema locale, ma come il risultato di possibili squilibri biomeccanici che possono coinvolgere altre strutture del corpo. Durante la valutazione osteopatica vengono analizzati diversi aspetti, tra cui: postura mobilità della colonna vertebrale funzionalità del bacino equilibrio muscolare Questo permette di individuare eventuali compensi o disfunzioni che possono contribuire al dolore lombare. Conclusione I dolori lombari rappresentano una delle problematiche muscolo-scheletriche più diffuse e possono avere diverse cause. L’osteopatia, attraverso un approccio manuale e globale, può contribuire alla gestione della lombalgia migliorando la mobilità articolare, riducendo le tensioni muscolari e favorendo l’equilibrio biomeccanico del corpo. Una valutazione osteopatica può aiutare a individuare le possibili disfunzioni funzionali che contribuiscono al dolore e a impostare un trattamento personalizzato. Il Dott. Alessandro Carollo riceve presso le sedi di Roma Nord e Milano Centro, occupandosi di problematiche della colonna vertebrale come disturbi cervicali, lombari e muscolo-scheletrici. Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare lo studio o scrivere a dott.carollo@gmail.com. Seguimi su Instagram e guarda i video sul canale YouTube – Dr. Alessandro Carollo. Scopri di più nella pagina dedicata all’osteopata a Roma, dove vengono spiegati nel dettaglio l’approccio clinico e le principali condizioni trattate.
Ipertensione arteriosa: cosa può fare l’osteopata

Ipertensione arteriosa: sintomi, cause e cosa fare L’ipertensione arteriosa è una condizione caratterizzata dall’aumento stabile della pressione del sangue nelle arterie oltre i valori considerati normali. È una delle problematiche più diffuse nella popolazione adulta e rappresenta un importante fattore di rischio per patologie cardiovascolari, spesso senza dare sintomi evidenti nelle fasi iniziali. Cos’è l’ipertensione arteriosa Si parla di pressione alta quando i valori pressori risultano costantemente elevati rispetto ai limiti fisiologici. Questa condizione non è una malattia in sé, ma un fattore che può favorire lo sviluppo di complicanze anche gravi. Nel tempo, infatti, può aumentare il rischio di: Infarto del miocardio Ictus Insufficienza cardiaca Danni a livello renale Sintomi della pressione alta Uno degli aspetti più critici è che spesso l’ipertensione è asintomatica. Per questo motivo viene definita anche “killer silenzioso”. Quando i valori sono molto elevati o non controllati, possono comparire: Mal di testa, soprattutto nella zona occipitale Capogiri o senso di instabilità Affaticamento Disturbi della vista Epistassi (sangue dal naso) In presenza di questi segnali è importante effettuare una valutazione medica. Cause e fattori di rischio Le cause dell’ipertensione arteriosa sono spesso multifattoriali. Non esiste un’unica origine, ma una combinazione di elementi che contribuiscono all’aumento della pressione. Predisposizione genetica Sedentarietà Alimentazione ricca di sale Sovrappeso e obesità Fumo Stress cronico Anche l’età gioca un ruolo importante: con il passare degli anni, la rigidità delle arterie tende ad aumentare. Complicanze dell’ipertensione arteriosa Se non controllata, la pressione alta può provocare danni progressivi a diversi organi e sistemi. Le principali complicanze riguardano: Cuore: aumento del lavoro cardiaco e rischio di infarto Cervello: maggiore probabilità di ictus Reni: compromissione della funzione renale Vasi sanguigni: perdita di elasticità e danni strutturali Per questo motivo è fondamentale intervenire precocemente. Cosa fare in caso di pressione alta La gestione dell’ipertensione arteriosa si basa su due aspetti principali: Modifica dello stile di vita Terapia farmacologica prescritta dal medico È importante non sottovalutare la condizione e seguire un percorso clinico adeguato, evitando soluzioni fai-da-te. Stile di vita e prevenzione Le abitudini quotidiane giocano un ruolo determinante nel controllo dei valori pressori. Ridurre il consumo di sale Seguire una dieta equilibrata Fare attività fisica regolare Smettere di fumare Gestire lo stress Anche il sonno e il recupero sono elementi fondamentali per il benessere generale. Trattamento manuale e supporto al benessere Il trattamento manuale non rappresenta una cura per l’ipertensione arteriosa e non sostituisce la terapia medica. Tuttavia, in alcuni casi può essere utile come supporto per: Ridurre tensioni muscolari Migliorare la mobilità del torace Favorire il rilassamento Gestire lo stress Un approccio integrato può contribuire al miglioramento della qualità della vita del paziente. Quando rivolgersi a uno specialista È consigliabile effettuare una valutazione quando: I valori pressori risultano elevati in modo persistente Sono presenti sintomi sospetti Esistono fattori di rischio cardiovascolare Una diagnosi precoce permette di intervenire in modo più efficace e ridurre il rischio di complicanze. Il Dott. Alessandro Carollo riceve presso le sedi di Roma Nord e Milano Centro, occupandosi di problematiche della colonna vertebrale e del sistema muscolo-scheletrico. Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare lo studio o scrivere a dott.carollo@gmail.com. Seguimi su Instagram e guarda i video sul canale YouTube – Dr. Alessandro Carollo. Scopri anche il servizio di osteopata a Roma.
Asma: sintomi, cause e cosa può fare il trattamento manuale

Asma: sintomi, cause e cosa può fare davvero il trattamento manuale L’asma è una patologia infiammatoria cronica delle vie aeree che provoca una riduzione del flusso respiratorio e un aumento della reattività bronchiale. Si manifesta con episodi ricorrenti di difficoltà respiratoria, senso di costrizione toracica, respiro sibilante e tosse, soprattutto nelle ore notturne o durante uno sforzo. Cause e fattori di rischio dell’asma Le cause dell’asma non sono sempre completamente definite, ma esistono diversi fattori che possono contribuire alla sua comparsa o al peggioramento dei sintomi: Allergie respiratorie (pollini, acari, polveri) Inquinamento ambientale Predisposizione genetica Infezioni respiratorie ricorrenti Stile di vita e fattori ambientali L’asma può comparire in età infantile o adulta e ha spesso un andamento variabile, con periodi di benessere alternati a riacutizzazioni. Sintomi dell’asma I sintomi possono essere più o meno intensi a seconda della fase della patologia e della risposta individuale. Dispnea (difficoltà a respirare) Respiro sibilante Senso di oppressione toracica Tosse persistente, spesso notturna In presenza di questi sintomi è fondamentale una valutazione medica per impostare una terapia adeguata. Asma e trattamento manuale: cosa può fare davvero Il trattamento manuale non sostituisce la terapia farmacologica, ma può essere utilizzato come supporto per migliorare alcuni aspetti funzionali della respirazione. In particolare, può essere utile lavorare su: Mobilità della gabbia toracica Funzionalità del diaframma Tensioni muscolari associate alla respirazione Un miglioramento della mobilità toracica può contribuire a rendere la respirazione più efficiente e meno affaticante, soprattutto nei pazienti con rigidità o schemi respiratori alterati. Il ruolo della terapia farmacologica L’asma è una patologia che richiede una gestione medica specifica. Il trattamento si basa generalmente su: Farmaci di fondo (uso continuativo per controllare l’infiammazione) Farmaci al bisogno per gestire le crisi acute Nei casi più complessi possono essere utilizzati corticosteroidi, broncodilatatori e terapie avanzate come gli anticorpi monoclonali. È sempre necessario seguire le indicazioni del medico e non sospendere autonomamente la terapia. Quando può essere utile una valutazione Una valutazione può essere utile quando: È presente rigidità toracica o difficoltà nei movimenti respiratori Si percepisce affaticamento durante la respirazione Si vogliono migliorare gli aspetti meccanici del respiro In questi casi, l’intervento deve essere sempre integrato con la gestione medica della patologia. Il Dott. Alessandro Carollo riceve presso le sedi di Roma Nord e Milano Centro, occupandosi di problematiche della colonna vertebrale come disturbi cervicali, lombari e muscolo-scheletrici. Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare lo studio o scrivere a dott.carollo@gmail.com. Seguimi su Instagram e guarda i video sul canale YouTube – Dr. Alessandro Carollo. Scopri di più nella pagina dedicata all’osteopata a Roma, dove vengono spiegati nel dettaglio l’approccio clinico e le principali condizioni trattate.
Iperlordosi lombare: cause, sintomi e cosa fare per il mal di schiena

Iperlordosi lombare: cause, sintomi e cosa fare per il mal di schiena L’iperlordosi lombare è un’accentuazione della curva naturale della colonna nella parte bassa della schiena. Spesso viene descritta come “sedere in fuori” perché visibile anche ad occhio nudo: il bacino è inclinato in avanti, con addome protratto e glutei spinti indietro. Questa condizione può essere associata a mal di schiena, tensioni muscolari e sovraccarico lombare, soprattutto se mantenuta nel tempo. Se vuoi approfondire il dolore nella zona lombare puoi leggere anche la guida completa sul mal di schiena. Iperlordosi lombare: quali sono i sintomi L’iperlordosi non è sempre dolorosa, ma quando diventa eccessiva può causare: Dolore nella parte bassa della schiena Sensazione di rigidità lombare Tensione dei muscoli lombari e delle anche Affaticamento durante la posizione in piedi In alcuni casi può essere associata a condizioni come lombalgia o episodi di dolore acuto lombare. Le cause dell’iperlordosi lombare Le cause dell’iperlordosi lombare possono essere diverse e spesso non dipendono solo dalla postura. Sovrappeso, soprattutto a livello addominale Gravidanza, per l’aumento del carico anteriore Debolezza dei muscoli addominali e glutei Rigidità dei flessori dell’anca Compensi legati a dolore lombare o sciatica In molti casi, infatti, l’iperlordosi è una posizione compensativa che il corpo adotta per evitare dolore o instabilità. L’iperlordosi è davvero la causa del dolore? Non sempre una curva accentuata significa automaticamente dolore. Molte persone con iperlordosi non hanno sintomi, mentre altre con curva normale possono avere mal di schiena. Per questo motivo è importante non fermarsi alla semplice osservazione posturale, ma valutare il quadro nel suo insieme. Cosa fare per l’iperlordosi lombare Il trattamento non si basa sul “raddrizzare la schiena”, ma sul migliorare la funzione e ridurre il dolore. Valutazione clinica della colonna e del movimento Riduzione delle tensioni muscolari Recupero della mobilità lombare e del bacino Esercizi mirati per migliorare il controllo motorio Un approccio mirato può aiutare a ridurre il sovraccarico lombare e migliorare la gestione del dolore nel tempo. Quando rivolgersi a uno specialista È utile una valutazione se: Il dolore lombare è persistente Hai rigidità che limita i movimenti Il dolore si associa a sciatica o irradiazione alla gamba In questi casi è importante capire se l’iperlordosi è realmente coinvolta o se rappresenta solo una conseguenza del problema. Il Dott. Alessandro Carollo riceve presso le sedi di Roma Nord e Milano Centro, occupandosi di problematiche della colonna vertebrale come disturbi cervicali, lombari e muscolo-scheletrici. Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare lo studio o scrivere a dott.carollo@gmail.com. Seguimi su Instagram e guarda i video sul canale YouTube – Dr. Alessandro Carollo. Scopri di più nella pagina dedicata all’osteopata a Roma, dove vengono spiegati nel dettaglio l’approccio clinico e le principali condizioni trattate.
Colpo della strega: cosa fare subito e come sbloccare la schiena

Colpo della strega: cosa fare subito quando la schiena si blocca all’improvviso Il colpo della strega è uno degli episodi più frequenti e più spaventosi per chi soffre di schiena. Succede spesso in modo improvviso: ti pieghi, ti alzi dal letto, prendi un peso, fai una torsione banale e senti una fitta violenta nella parte bassa della schiena. Da quel momento può diventare difficile raddrizzarsi, camminare, sedersi o anche solo cambiare posizione. Molte persone pensano subito di essersi “rotte” qualcosa o di aver provocato un danno grave. In realtà, nella maggior parte dei casi, il colpo della strega non corrisponde a una lesione seria, ma a un episodio di dolore lombare acuto in cui la muscolatura, le articolazioni e i tessuti della zona lombare reagiscono con una rigidità molto intensa. Il corpo, in pratica, va in protezione. Questo articolo serve a chiarire cos’è davvero il colpo della strega, quali sono le cause più comuni, quanto dura, cosa fare subito e quando invece è opportuno approfondire la situazione. Capire come comportarsi fin dalle prime ore può aiutare a ridurre il dolore, limitare il blocco e velocizzare il recupero. Il colpo della strega è una delle manifestazioni più comuni di dolore lombare: per approfondire cause, sintomi e quando preoccuparsi puoi leggere la guida completa sul mal di schiena. Cos’è davvero il colpo della strega Con il termine colpo della strega si indica comunemente un episodio di lombalgia acuta, cioè un dolore improvviso e intenso localizzato nella parte bassa della schiena. Non si tratta di una diagnosi precisa, ma di un modo popolare per descrivere una situazione molto tipica: dolore forte, rigidità marcata e sensazione di schiena “inchiodata”. Nella maggior parte dei casi il problema non dipende da un singolo tessuto “rotto”, ma da una risposta complessa dell’area lombare. Possono essere coinvolti i muscoli paravertebrali, le articolazioni posteriori, i legamenti, i dischi intervertebrali o più spesso una combinazione di questi elementi. A tutto questo si aggiunge una reazione di difesa del sistema nervoso, che aumenta la tensione muscolare e riduce il movimento per proteggere la zona. Per questo motivo il dolore può sembrare sproporzionato rispetto al gesto che lo ha scatenato. A volte basta piegarsi per raccogliere una penna, girarsi per prendere una borsa o alzarsi dal divano. Non perché quel gesto sia “pericoloso” in sé, ma perché arriva in un momento in cui la schiena è già irritata, affaticata o meno tollerante al carico. Perché viene il colpo della strega Una delle convinzioni più diffuse è che il colpo della strega venga per colpa di un “movimento sbagliato”. In realtà è più corretto dire che spesso compare dopo un accumulo di tensioni, carichi e sensibilizzazione che rende la schiena più vulnerabile in quel momento. sollevamento di un peso senza preparazione; torsione improvvisa del busto; periodi di stress, stanchezza o sonno scarso; sedentarietà prolungata; ripresa di attività fisica dopo uno stop; sforzi ripetuti nei giorni precedenti; pregressi episodi di lombalgia o mal di schiena. Quali sono i sintomi del colpo della strega Il sintomo principale è un dolore lombare molto forte e improvviso. Spesso è localizzato in basso, al centro o da un lato, e aumenta nei movimenti come piegarsi, ruotare il tronco, alzarsi in piedi o passare dalla posizione seduta a quella eretta. fitta acuta nella parte bassa della schiena; rigidità marcata; difficoltà a raddrizzarsi completamente; sensazione di schiena bloccata; dolore nel camminare o nel cambiare posizione; muscoli molto contratti e tesi. In alcuni casi il dolore resta solo nella zona lombare. In altri può irradiarsi al gluteo o, più raramente, scendere lungo la gamba. Quando il dolore si irradia sotto il ginocchio, o compaiono formicolii, bruciore, perdita di forza o sintomi neurologici, bisogna valutare se ci sia anche un coinvolgimento radicolare, come avviene in alcuni casi di sciatica. Cosa fare subito quando arriva il colpo della strega La prima regola è semplice: non farsi prendere dal panico. Il dolore può essere molto forte, ma nelle prime ore il comportamento corretto fa la differenza. L’obiettivo non è “sbloccare tutto” con forza, ma ridurre la protezione eccessiva e permettere alla schiena di recuperare gradualmente. cerca una posizione in cui il dolore sia più tollerabile; evita di restare fermo completamente per ore o giorni; muoviti poco ma spesso, nei limiti del tollerabile; fai passaggi di posizione lenti e controllati; cammina per piccoli tratti se possibile; evita sforzi, piegamenti ripetuti e torsioni improvvise. Cosa NON fare stretching aggressivo fatto nel dolore forte; manovre brusche o “scrocchi” fai da te; massaggi violenti nella fase iperacuta; riposo assoluto prolungato; movimenti rapidi per “provare se è passato”. Quanto dura un colpo della strega La durata può variare da persona a persona, ma in molti casi la fase più intensa dura da 2 a 7 giorni, con un miglioramento progressivo nelle settimane successive. Quando preoccuparsi dolore che scende nella gamba; formicolii persistenti; perdita di forza; mancato miglioramento nei giorni successivi. Trattamento: cosa funziona davvero valutazione clinica; riduzione del dolore e della rigidità; ripresa graduale del movimento; gestione del carico. Come evitare che torni movimento regolare; progressione dei carichi; evitare lunghi periodi di inattività. Il Dott. Alessandro Carollo riceve presso le sedi di Roma Nord e Milano Centro, occupandosi di problematiche della colonna vertebrale come disturbi cervicali, lombari e muscolo-scheletrici. Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare lo studio o scrivere a dott.carollo@gmail.com. Seguimi su Instagram e guarda i video sul canale YouTube – Dr. Alessandro Carollo. Scopri di più nella pagina dedicata all’osteopata a Roma, dove vengono spiegati nel dettaglio l’approccio clinico e le principali condizioni trattate.
Dolore dietro la nuca: cause più comuni e cosa fare

Dolore dietro la nuca: cause più comuni e cosa fare Il dolore dietro la nuca è un disturbo molto frequente che spesso viene associato a tensioni dei muscoli cervicali o a problemi della colonna vertebrale nella parte alta del collo. Questo tipo di dolore si localizza nella zona alla base del cranio e può comparire improvvisamente oppure svilupparsi gradualmente nel tempo. Molte persone descrivono il dolore alla base del cranio come una sensazione di pressione, rigidità o tensione che può estendersi verso il collo, le spalle o la testa. Se vuoi approfondire le cause generali dei disturbi cervicali puoi leggere anche l’articolo completo sulla cervicalgia: cause, sintomi e trattamenti. Perché compare il dolore alla base del cranio Il dolore dietro la nuca può essere causato da diverse condizioni che coinvolgono i muscoli e le articolazioni della parte alta della colonna cervicale. Le cause più comuni includono: contrattura dei muscoli cervicali tensione dei muscoli suboccipitali rigidità delle articolazioni cervicali postura scorretta mantenuta a lungo stress muscolare Queste condizioni possono provocare una tensione localizzata nella zona della nuca e limitare i movimenti del collo. Muscoli del collo e tensione nella zona della nuca Alla base del cranio si trovano piccoli muscoli chiamati muscoli suboccipitali. Questi muscoli hanno il compito di stabilizzare e muovere la testa. Quando questi muscoli diventano molto contratti può comparire dolore dietro la nuca, spesso associato a rigidità cervicale e mal di testa. Questo tipo di tensione è frequente nelle persone che: lavorano molte ore al computer usano spesso lo smartphone mantengono posture scorrette Sintomi associati alla tensione cervicale Il dolore dietro la nuca può presentarsi insieme ad altri sintomi cervicali, tra cui: rigidità del collo mal di testa cervicale tensione alla base del cranio difficoltà a girare la testa dolore che si estende verso le spalle In alcuni casi il dolore può aumentare durante i movimenti del collo o dopo molte ore nella stessa posizione. Cosa fare quando compare dolore nella zona della nuca Quando compare dolore dietro la nuca è utile ridurre le tensioni muscolari e cercare di migliorare la postura. Alcuni accorgimenti utili possono essere: evitare posture scorrette prolungate fare pause durante il lavoro al computer eseguire movimenti lenti del collo ridurre lo stress muscolare cervicale Nella maggior parte dei casi il dolore tende a migliorare nel giro di alcuni giorni. Quando rivolgersi a uno specialista Il dolore dietro la nuca è spesso legato a tensioni muscolari e non rappresenta una condizione grave. Tuttavia è consigliabile rivolgersi a uno specialista se il dolore: dura molte settimane peggiora progressivamente si associa a formicolio o dolore nel braccio compare dopo un trauma Conclusioni Il dolore dietro la nuca è un disturbo molto comune e spesso è causato da tensioni dei muscoli cervicali o rigidità delle articolazioni del collo. Per comprendere meglio tutte le cause del dolore cervicale puoi consultare anche la guida completa sulla cervicalgia. Il Dott. Alessandro Carollo riceve presso le sedi di Roma Nord e Milano Centro, occupandosi di problematiche della colonna vertebrale come disturbi cervicali, lombari e muscolo-scheletrici. Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare lo studio o scrivere a dott.carollo@gmail.com. Seguimi su Instagram e guarda i video sul canale YouTube – Dr. Alessandro Carollo. Scopri di più nella pagina dedicata all’osteopata a Roma, dove vengono spiegati nel dettaglio l’approccio clinico e le principali condizioni trattate.
